Piacenza

Anziani nutriti male e poco, lo specialista: “A rischio uno su tre”

26 agosto 2015

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Anziani malnutriti: il problema è diffuso e spesso sottovalutato. Lo sostiene il dottor Fabrizio Franchi, primario di geriatria dell’ospedale di Piacenza e coordinatore di un gruppo nazionale di specialisti che sta lavorando ad una pubblicazione proprio sul tema.

I dati fornitici sono preoccupanti: la malnutrizione per “difetto” è una delle sindromi geriatriche a più elevata incidenza, ne soffre dal 20 al 56% degli anziani ricoverati e sono a rischio anche quelli a domicilio, praticamente uno su tre. La percentuale sale in misura impressionante tra quelli non autosufficienti, a rischio tra il 70 e il 93%. Le cause sono svariate: dalle malattie che possono incidere sull’appetito ai farmaci che possono interferire con le vitamine e i sali minerali contenuti nel cibo. C’è poi il problema della solitudine: gli anziani che vivono da soli rischiano maggiormente di essere sottonutriti.

Le conseguenze possono essere anche molto gravi: “Un cattivo stato di nutrizione può peggiorare lo stato di salute e – afferma il primario – i costi stimati per curare un anziano malnutrito sono superiori a quelli per contrastare l’obesità”.
All’esperto abbiamo chiesto di fornire alcune raccomandazioni. Il consiglio è quello di fare attenzione alla conservazione degli alimenti, prevenendo eventuali intossicazioni e di mangiare frutta e verdura. “Rispetto ad una persona giovane – ha concluso Franchi – l’anziano necessita di meno calorie, ma ha comunque bisogno dei nutrienti importanti. Contrariamente a quanto si pensava, ha ad esempio bisogno di più proteine per contrastare l’invecchiamento dei muscoli che perdono massa e forza. Sì quindi alle uova”.

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