Politecnico e Cattolica entrano a far parte del Patto per il lavoro e per il clima

08 Ottobre 2021

Si allarga il patto sociale dell’Emilia Romagna. Il Politecnico di Milano e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, atenei con sedi a Piacenza, hanno aderito al “Patto per il lavoro e per il clima”, il documento su rilancio e sviluppo fondati sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale sottoscritto a fine 2020 dalla Regione insieme a tutte le parti sociali: sindacati e imprese, enti locali, associazioni ambientaliste, terzo settore e volontariato, professioni, camere di commercio e banche, comprese tutte e quattro le università emiliano-romagnole (Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, Parma). Oltre 55 sigle in rappresentanza dell’intera comunità regionale.

Un progetto condiviso che punta a obiettivi fra i quali la completa decarbonizzazione entro il 2050 e 100% di energie rinnovabili al 2035, il 3% del Pil regionale destinato alla ricerca e una quota di Neet (giovani che non studiano e lavorano) sotto il 10%. I rettori dei due atenei lombardi, Franco Anelli del Sacro Cuore e Ferruccio Resta del Politecnico, hanno siglato il Patto questa mattina (8 ottobre) a Bologna nella sede della Regione insieme al presidente Stefano Bonaccini.

Presenti anche gli assessori regionali allo sviluppo economico, green economy e coordinatore del Patto per il lavoro e per il clima, Vincenzo Colla, all’Università e Ricerca, Paola Salomoni, i rettori o i loro delegati dei quattro atenei dell’Emilia Romagna. In videocollegamento ha partecipato anche il sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri.

 

Il Patto per il Lavoro e per il Clima e le università
Il Patto prevede nei propri obiettivi una relazione stretta con la rete per l’alta formazione dell’Emilia Romagna. Tra gli obiettivi primari c’è il potenziamento dell’ecosistema regionale della ricerca e dell’innovazione, investendo in particolare negli ambiti della salute, della transizione digitale e di quella ecologica, la valorizzazione degli investimenti realizzati nella Data Valley regionale.

Lo stesso per fare dell’Emilia-Romagna un grande polo delle industrie culturali e creative, attraverso un investimento in alta formazione specialistica, il consolidamento della rete teatrale, il rafforzamento delle filiere cinema, musica e editoria, il sostegno alla produzione culturale diffusa. Sono favorite le iniziative per attrarre studenti e incentivarli a restare dopo la conclusione dei percorsi formativi e per incrementare l’attrattività e il rientro di talenti, anche portando sul territorio regionale sedi di prestigiose istituzioni di ricerca e universitarie internazionali, progettando una nuova rete di servizi. Garantite borse di studio universitarie, in una stretta collaborazione tra istituzioni, atenei e istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Il Patto prevede inoltre la promozione dell’apprendistato, degli Its, delle lauree professionalizzanti, quali canali di accesso privilegiato al mondo del lavoro, con particolare attenzione alle iniziative che permettano ai giovani di conseguire un titolo di studio e qualificando l’apprendistato professionalizzante. E ancora, nuove sinergie tra programmazione regionale e fondi interprofessionali per rafforzare e promuovere la formazione di imprenditori, manager, dipendenti e professionisti, il rafforzamento delle opportunità di formazione permanente, il potenziamento della partecipazione alle opportunità di finanziamento nazionali e internazionali per la ricerca per attrarre nuove progettualità, infrastrutture, risorse e talenti.

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