Tonfo elettorale per la Lega. “Più ascolto ai militanti, stop ai candidati paracadutati”

27 Settembre 2022

E’ una fase di autocritica e presa di coscienza per la Lega. A livello locale, il partito di Matteo Salvini è passato dal 27,5% delle elezioni politiche del 2018 a circa il 10% di oggi. E non va dimenticato il 6,7% totalizzato alle amministrative in città lo scorso giugno, ben lontano dal 12,9% del 2017. “Più ascolto ai militanti, come in passato. Il Carroccio riparta da qui”, è il j’accuse di Giampaolo Maloberti, consigliere provinciale e storico dirigente leghista di Piacenza.

Quali errori sono stati commessi? “La Lega ha vissuto momenti ben più difficili, che sono sempre stati superati perché ci sono ideali forti. Non vedo errori, ma scelte che hanno causato un calo di consenso. Mi riferisco all’ingresso nel governo Draghi, che resta tuttavia una decisione responsabile a fronte della fase complicata per il Paese”.

C’è bisogno di un rinnovamento? “È più che legittimo che i militanti e gli amministratori locali – risponde Maloberti – possano esprimersi e manifestare i dubbi o le perplessità. Oggi più che mai, per il bene della Lega e della nostra gente, bisogna rimanere uniti e fare gioco di squadra. Nell’ultimo periodo non è stato così, non come in passato”

“Non è giusto scaricare tutte le responsabilità su Salvini – aggiunge l’esponente leghista – non mi piacciono i neoarrivati nel movimento che adesso non condividono le scelte e scendono dal carro del vincitore”. Poi Maloberti aggiunge: “Occorre evitare la candidatura di esponenti paracadutati dall’alto, che non conoscono il territorio. Si potrebbe riattivare lo strumento delle primarie, come nel ’95 e ’96, ben prima del Pd”.

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