Alberto Kalle: “Musica on line, lezioni di fisarmonica, ma ridatemi il palco”

01 Marzo 2021

L’altra sera Alberto Kalle ha dedicato ai suoi amici la struggente Red River Valley, lo ha fatto improvvisando in diretta Facebook, dietro lo schermo del suo computer dalla casa di Groppallo a mille metri, perché altro non si può fare se non suonare tramite Internet, mentre qui non siamo nella Valle del Fiume Rosso in Canada, ma in piena zona arancione sigillata da decreto, a provare però come i cowboy della sonata a cercare un guado nell’epidemia che, da un anno, ha tolto il lavoro ai fisarmonicisti e ai musicisti come lui.

Kalle – all’anagrafe Calle, ma solo perché il fascismo italianizzò il cognome di un suo avo originario di Innsbruck, Austria – si porta allegre marce e musicale malinconia nel sangue: il nonno suonava la fisarmonica a orecchio;, Alberto ha studiato, le prime lezioni da Stefano Tubanti a Lugagnano, lui che era di Vernasca, poi si è perfezionato al Nicolini, si è diplomato.

Alla musica non ha mai rinunciato, la sua fisarmonica non è da strada, sarebbe da Scala di Milano, ma lui suona dappertutto. Lo conoscono tutti, la sua polka – è un romantico, la dedica alla moglie – vola sul milione di visualizzazioni su Youtube. Ma Kalle ora è all’angolo, messo lì dal Covid che condanna ogni contatto al ritmo di valzer, il sudore delle sagre estive, il canto, poi pure l’allegria, i primi flirt degli innamorati a quella festa di paese, non c’è più niente di niente.

L’INTERVISTA A CURA DI ELISA MALACALZA SU LIBERTA’

 

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