Vandali davanti alla chiesa, il pope ortodosso non ne può più

Rifiuti sul sagrato, vasi spaccati, colonne crepate, bottiglie rotte. Sono i regali che quasi ogni sera vengono lasciati in via Campagna davanti alla chiesa di San Sepolcro. La comunità romena chiede una telecamera

Thomas Trenchi
|19 ore fa
Il sagrato della chiesa di San Sepolcro danneggiato dai vandali - © Libertà/Thomas Trenchi
Il sagrato della chiesa di San Sepolcro danneggiato dai vandali - © Libertà/Thomas Trenchi
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Alcolici, rifiuti, buchi nei vasi, crepe nell'edificio. Notte dopo notte restano i segni davanti alla chiesa di San Sepolcro, in via Campagna, dove il piazzale si riempie di cocci, bottiglie, mozziconi e non solo. Un’escalation che preoccupa la comunità ortodossa romena che qui prega dal 2018.
Il parroco Iuri Ursachi indica l’immondizia raccolta all’alba. «Non se ne può più, questo è ciò che abbiamo raccolto proprio stamattina», dice. Ma a pesare sono soprattutto i danni: contenitori delle piante spaccati, una colonna crepata, sampietrini sollevati. Nei giorni scorsi anche quattro o cinque mattoni delle pareti esterne sono stati rimossi e lanciati.
«La colpa è sempre dei soliti ragazzi, perlopiù nordafricani, che qui si comportano senza alcun rispetto delle regole», aggiunge. «Ad alcuni di loro ho detto: “Nella vostra moschea fate così?”». Poi l’appello del pope al Comune: «Occorre installare una telecamera di videosorveglianza, perché da diverso tempo gruppi si radunano durante la notte arrecando disturbo alla quiete pubblica».
Il quadro, spiega, è ormai pesante. «Si sono verificati episodi di vandalismo che hanno causato danni alle piante e alla struttura ornamentale. La situazione compromette la tranquillità dei residenti, anche per la sporcizia che viene lasciata». Da qui la richiesta di controlli notturni. «In passato le forze dell’ordine hanno trovato persino sostanze stupefacenti nei vasi. Bisogna avere rispetto di questo luogo storico e religioso» conclude il parroco Iuri Ursachi.