Il Viaggio della Memoria trenta metri sotto terra
Secondo giorno di cammino per gli studenti delle scuole superiori piacentine. L'esperienza lungo l'antica linea Maginot e alla scoperta della città di Strasburgo
Elisabetta Paraboschi
|4 ore fa

I ragazzi piacentini lungo la Linea Maginot
Com’è la vita senza vedere mai la luce per tre mesi? Come si vive trenta metri sotto terra con cannoni da azionare, cucine elettriche, corridoi che diventano sale da pranzo o da concerti ma solo per dimenticarsi per un momento della guerra che c’è sopra? Lo hanno provato gli studenti delle scuole superiori Gioia, Cassinari, Raineri Marcora di Piacenza, Polo Volta di Castelsangiovanni e Polo Mattei di Fiorenzuola che stanno facendo il Viaggio della Memoria organizzato da Isrec-Istituto di storia contemporanea e Istoreco.
In questo secondo giorno di cammino il gruppo si è attestato lungo l’antica linea Maginot, costruita per difendere i confini francesi: più a nord di Strasburgo sorge infatti il forte militare Four a Chaux, costruito al fianco di una fabbrica di calce. Restaurato negli anni Settanta, l’ambiente mostra chiaramente cosa fosse la vita in una specie di trincea sotterranea dove i soldati stavano tre mesi.
Alla mattina invece, accompagnati dalle guide Fioralba e Valerie, i ragazzi sono andati alla scoperta della storia di Strasburgo, fondata nel 12 a. C. dai romani. Per otto secoli terra germanica, nel 1681 diventa francese, restandolo fino al 1870. Poi è ancora tedesca fino al 1918, francese fino al 1940, poi di nuovo è occupata dai tedeschi fino alla fine della guerra. Questi passaggi non restano solo scritti nella storia con la S maiuscola, ma sono impressi nelle storie piccole di chi ha abitato questi luoghi, nelle architetture, persino nei monumenti, nelle case a graticcio che ci spiegano essere smontabili, nel quartiere Petit France dove venivano confinati i malati di sifilide, nella statua dedicata ai “nostri morti” e non ai caduti per la patria perché la patria continua a cambiare.










