La cattedrale è liberata, i restauri sono finiti. Brillano anche i fossili
Rinasce la facciata, fra marmo di Verona e arenaria (erano caduti frammenti), via l’ultimo ponteggio. Fuori i piccioni dal rosone

Patrizia Soffientini
|1 settimana fa

Già prima di Natale erano stati rimossi i ponteggi alti dal duomo, ora, a pochi giorni dalla Pasqua, via anche l’ultimo schermo basso. La facciata è totalmente liberata e risplende. Esce dalle mani di due restauratrici, Roberta Ferrari e Arianna Rastelli (Restauro Snc) che ieri sistemavano le ultime stuccature ai piedi del protiro centrale.
L’arenaria della parte superiore e il marmo rosa di Verona sono una meraviglia, tanto più che su quest’ultimo il visitatore potrà guardare in primo piano i fossili (tanti, cercateli) inglobati nella pietra, prima non si leggevano bene. Sono ammoniti, molluschi cefalopodi estinti e comparsi nel Devoniano Inferiore (416 milioni di anni fa). Emozionano. E ne sono stati trovati anche dentro le arenarie.
Questo lavoro, spiegano le due restauratrici, è iniziato a marzo del 2025, dopo un primo lotto di interventi risalenti invece al 2022 sul lato absidale di via Vescovado. «A gennaio ‘25 erano poi cadute alcune parti dei conci di arenaria che tende a sfogliarsi, è fragile, diventa sabbia». Prima nella parte retrostante, poi anche in facciata, tanto che è stato necessario impedire l’accesso a una parte del sagrato per evitare possibili danni. La colpa della caduta è dovuta al gelo di gennaio, spiega l’architetta Letizia Anelli, responsabile del progetto e della direzione lavori.
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