Pietro Trevisan, dall’estero all’agricoltura 5.0: funghi sostenibili nel cuore di Milano

Coltiva funghi con gli scarti del caffè ricordando quando andava sui trattori dello zio nei campi di Gariga

Simona Segalini
Simona Segalini
|2 mesi fa
Pietro Trevisan con alcuni funghi della sua serra
Pietro Trevisan con alcuni funghi della sua serra
1 MIN DI LETTURA
Ha respirato la magia della natura fin da ragazzo, sui trattori dello zio Giuseppe nei campi di Gariga. Oggi Pietro Trevisan, trentenne piacentino rientrato in Italia nel 2023 dopo cinque anni da expat, è un agricoltore 5.0 a Milano. Un apparente ossimoro che prende forma nel quartiere della Maggiolina, dove ha avviato con un socio un’impresa innovativa dedicata alla coltivazione di funghi, finita anche sulle pagine del Corriere della Sera.
Il progetto utilizza come substrato scarti di caffè e trebbie di birra recuperati quotidianamente dai locali della zona, trasformandoli in terriccio per la coltivazione. La distribuzione avviene entro un raggio di cinque chilometri dalla serra, con una cargo bike, a ristoranti e mercati verdi del quartiere.
Classe 1995, ex studente del Respighi, Trevisan ha una doppia laurea alla Cattolica e un percorso internazionale che lo ha portato negli Stati Uniti, alla Tesla, poi in Repubblica Ceca per Hewlett Packard e infine a Dublino. Dopo cinque anni all’estero, però, la voglia di tornare si fa sentire. «L’agricoltura è una passione che non mi ha mai davvero lasciato», racconta.
Oggi la serra, ricavata in un ex ufficio di 150 metri quadrati, produce circa 250 chili di funghi a settimana, tra pleurotus, ryngii e shiitake. E il futuro guarda anche a casa: una nuova serra potrebbe nascere presto a Piacenza.