Tragedia sul lavoro, muore a 42 anni durante una consegna
Pasquale Andriotta aveva 42 anni e tre figli. La tragedia in città, in vicolo del Guazzo. La Cgil: «I colleghi erano in sciopero per i carichi di lavoro». Usb proclama un’altra giornata di protesta
Cristian Brusamonti
|5 ore fa

Tragedia sul lavoro
Un uomo di 42 anni, Pasquale Andriotta, padre di tre figli, corriere di Bartolini, è morto dopo essere stato colto da un arresto cardiaco mentre stava effettuando una consegna.
L’episodio è avvenuto lungo vicolo del Guazzo, dove il corriere era impegnato a scaricare alcuni pacchi all’interno di un’abitazione. Improvvisamente si è accasciato, perdendo i sensi.
Immediato l’allarme e l'arrivo dei soccorritori. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure all’uomo, intubandolo e trasportandolo d’urgenza al pronto soccorso di Piacenza. Nonostante i tentativi di rianimazione e le cure ricevute, il 42enne è deceduto in ospedale.
Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i carabinieri, impegnati negli accertamenti per ricostruire quanto accaduto.
Filt Cgil: «Il suo contratto sarebbe scaduto oggi, quando i colleghi erano in sciopero»
Profondo cordoglio per la morte di del corriere 42enne, iscritto alla Cgil, viene espresso dalla Filt Cgil di Piacenza, che richiama l’attenzione sul contesto nel quale è avvenuta la tragedia.
Proprio nella giornata di oggi, infatti, i lavoratori dell’appalto BRT di Piacenza-Caorso (Afs Service) erano in sciopero, dopo lo stato di agitazione proclamato venerdì dalla Filt Cgil e dalle Rsa. Al centro della protesta, spiega il sindacato, ci sono «carichi di lavoro crescenti, carenza di personale, turni sempre più pesanti e un’organizzazione considerata ormai insostenibile».
Andriotta, invece, questa mattina era regolarmente al lavoro. Secondo quanto riferito dalla Filt Cgil, il suo contratto a termine sarebbe scaduto proprio oggi e il lavoratore avrebbe manifestato ai colleghi il timore di non vederselo rinnovare. Un elemento sul quale il sindacato invita a riflettere, sottolineando come la precarietà possa incidere anche sulla libertà del lavoratore di aderire a uno sciopero.
«Accertare carichi di lavoro e condizioni»
La Filt Cgil precisa di non voler stabilire alcun rapporto tra le condizioni di lavoro e il malore, la cui causa dovrà essere chiarita dagli accertamenti, ma chiede che venga ricostruita anche l’organizzazione del lavoro nella giornata della tragedia.
«Non possiamo e non vogliamo stabilire oggi quale sia stata la causa del malore – afferma il sindacato –. Ma non possiamo neppure ignorare una coincidenza drammatica: Pasquale è morto mentre lavorava in una giornata nella quale i suoi colleghi stavano scioperando proprio per denunciare sovraccarichi, carenze di organico e condizioni di lavoro diventate troppo pesanti».
La Filt chiede quindi di sapere quanti lavoratori fossero in servizio, quante consegne fossero state assegnate e se lo sciopero abbia determinato un aumento dei carichi per chi era al lavoro. Il sindacato richiama inoltre le alte temperature di queste ore, chiedendo quali misure fossero state adottate per tutelare i lavoratori.
«Non stiamo anticipando conclusioni e non vogliamo strumentalizzare una morte – aggiunge la Filt Cgil – ma sarebbe altrettanto sbagliato separare questa tragedia dal contesto nel quale è avvenuta».
Il sindacato si stringe infine alla famiglia di Andriotta, alla compagna, ai tre figli e ai colleghi, mettendosi a disposizione per fornire sostegno alla famiglia e chiedendo «piena chiarezza su tutto ciò che è accaduto e sulle condizioni nelle quali stava lavorando».
Usb: «Una morte annunciata»
Ancora più duro il commento di Usb Lavoro Privato – settore Logistica, che definisce quanto accaduto «l’ennesima cronaca di una morte annunciata» e punta il dito contro le condizioni di lavoro dei corrieri impegnati nelle consegne dell’ultimo miglio.
Secondo Usb, il sistema della logistica fonderebbe la propria competitività sulla velocità delle consegne e sul contenimento del costo del lavoro, sottoponendo i corrieri a ritmi particolarmente elevati e a un forte stress, ulteriormente aggravato in questo periodo dalle alte temperature.
Il sindacato riferisce inoltre di avere raccolto testimonianze provenienti dal magazzino BRT di Caorso secondo le quali il 42enne sarebbe stato interessato da frequenti cambi di zona di lavoro e da consegne plurime.

Usb proclama lo sciopero a Caorso
Usb torna poi a contestare la politica aziendale di BRT e delle aziende fornitrici di servizi, criticando in particolare gli accordi sui premi di produzione che, secondo il sindacato, prevederebbero soglie di produttività troppo elevate e meccanismi penalizzanti in caso di malattia.
Per domani Usb ha proclamato uno sciopero per l’intera giornata dei lavoratori BRT di Caorso, con un presidio alle 9 davanti alla Prefettura di Piacenza e, alle 11, davanti al monumento ai caduti sul lavoro nel quartiere Farnesiana.
La sigla sindacale annuncia inoltre di avere proclamato lo stato di agitazione nazionale nell’intera filiera BRT, accompagnato da assemblee autoconvocate.

