Piacenza, nuovi contratti di lavoro in forte calo a marzo: -9,2%

Previsti 2.370 ingressi, 240 in meno rispetto a marzo 2025. Nel trimestre marzo-maggio flessione più contenuta (-1,4%)

Redazione Online
|3 ore fa
Piacenza, nuovi contratti di lavoro in forte calo a marzo: -9,2%
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Prosegue il calo dei nuovi contratti di lavoro previsti dalle imprese piacentine. A marzo le attivazioni dovrebbero scendere a 2.370, con una diminuzione del 9,2% rispetto allo stesso mese del 2025, pari a 240 contratti in meno.  Il quadro appare però meno negativo se si considera l’intero trimestre marzo-maggio, per il quale sono previsti 7.700 nuovi contratti, con una flessione più contenuta (-1,4%, pari a 110 unità in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia sui dati del Sistema informativo Excelsior, il calo di marzo interesserà soprattutto l’industria, dove sono previste 650 attivazioni, con una riduzione del 17,7% rispetto a marzo 2025. All’interno del comparto, sono attesi 510 ingressi nel manifatturiero e nelle public utilities e 140 nelle costruzioni.
Nei servizi, che rappresentano oltre il 64,0% delle nuove attivazioni, si prevede invece una sostanziale tenuta: 1.520 contratti, con una flessione limitata (-1,9%). La quota maggiore riguarderà i servizi alle imprese (570 contratti), seguiti dal commercio (480), dai servizi alla persona (240) e dalle attività di alloggio e ristorazione (230). In difficoltà anche il settore primario, che a marzo dovrebbe registrare 200 nuove attivazioni, con un calo del 25,9% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nel complesso, le imprese piacentine che prevedono nuove assunzioni a marzo rappresentano il 17,0% del totale. Nel 57,0% dei casi viene richiesta esperienza professionale già maturata. I contratti stabili (tempo indeterminato o apprendistato) saranno pari al 25,0%, mentre il 75,0% riguarderà rapporti di lavoro a termine. Resta inoltre elevata la difficoltà di reperimento del personale: il 55,0% delle imprese segnala problemi nel trovare le figure professionali necessarie, principalmente per mancanza di candidati o inadeguata preparazione.