Fiera di San Giuseppe a Piacenza: 60 bancarelle e la fragranza dei busslanein
Buona affluenza nonostante il tempo incerto davanti alla basilica di Santa Maria di Campagna
Elisabetta Paraboschi
|1 settimana fa

Tante golosità per tutti, a partire dai bimbi, tra le bancarelle della fiera di San Giuseppe - © Libertà/Elisabetta Paraboschi
Non c'è fiera di San Giuseppe senza i "busslanein": le ciambelline legate con lo spago a formare una collana, come vuole la tradizione, hanno accolto anche ieri i piacentini davanti alla basilica di Santa Maria di Campagna. Un legame storico, quello tra questi dolci e la festa, che affonda le radici a San Nicolò, dove la produzione dei ciambellai era fiorente, e nella consuetudine dei venditori di posizionarsi proprio accanto alla basilica.
Nonostante il tempo incerto, la prima fiera dell'anno a Piacenza ha registrato una buona affluenza. Una sessantina le bancarelle presenti: ambulanti, artigianato, stand ricreativi nei dintorni di San Sepolcro e un'ampia offerta enogastronomica con formaggi, salumi e taralli. Presente anche lo stand di Assofa per la distribuzione delle uova di Pasqua.
La manifestazione, tradizione cittadina antichissima, è stata rilanciata negli ultimi dieci anni dal Consorzio dei Mercanti di Qualità guidato da Gloriana Tironi. «Siamo degli affezionati, ma a quanto pare lo sono anche i cittadini», ha dichiarato la presidente dal suo banco di fiori.
Per molti piacentini la fiera resta un appuntamento immancabile, anche se in tanti ricordano con nostalgia gli anni in cui le bancarelle si estendevano ben oltre e davanti a San Sepolcro c'erano le giostre e il tiro al bersaglio.
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