Polignano, fotovoltaico con sei milioni di api. Il sindaco: «Temo per la sicurezza»

Boselli, primo cittadino di San Pietro in Cerro, denuncia la crescente pressione degli impianti sul territorio e chiede nuove regole sulle autorizzazioni. Lettera anche a Mattarella e Meloni

Valentina Paderni
|8 ore fa
L'area agricola alle spalle dell'abitato di Polignano, dove è prevista la realizzazione dell'impianto apivoltaico - © Libertà/Valentina Paderni
L'area agricola alle spalle dell'abitato di Polignano, dove è prevista la realizzazione dell'impianto apivoltaico - © Libertà/Valentina Paderni
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«Se sono sindaco ci sarò per qualcosa, no? Per quale motivo il mio parere non conta nulla?». È lo sfogo dell’imprenditore agricolo Stefano Boselli, primo cittadino di San Pietro in Cerro, alle prese con una crescente pressione sul territorio comunale da parte di società interessate a realizzare impianti per la produzione di energia rinnovabile.
Nei giorni scorsi si è trovato, suo malgrado, a dover autorizzare quello che potrebbe diventare il primo parco apivoltaico della provincia di Piacenza. A suo dire, nessun appiglio tecnico gli ha consentito di opporsi a un progetto ammesso dalla normativa vigente.
Ma di cosa si tratta? Di un impianto che abbina la produzione di energia solare, attraverso pannelli agrivoltaici, all’installazione di arnie per l’allevamento di api. Un allevamento dai numeri impressionanti. «Si parla di 120 arnie - spiega Boselli -. In ogni arnia vivono tra le 40mila e le 50mila api. Avremmo a ridosso dell’abitato di Polignano un “pascolo” per potenziali sei milioni di api».
Il paradosso, secondo il sindaco, è che a proporre l’impianto sia la stessa società romana che si era vista rigettare un precedente progetto per la realizzazione di un parco fotovoltaico: 111mila metri quadrati di pannelli solari riflettenti alti quasi tre metri, da collocare su terreni agricoli dietro le abitazioni lungo via Caorsana, ossia la Provinciale 20, in direzione Caorso. Dopo aver perso la causa contro il Comune di San Pietro in Cerro, la società è tornata alla carica con un progetto diverso, ma sulle medesime aree agricole della frazione di Polignano.