Expo, centrodestra critico: «Zero risultati»
Pd: «Ente vivo, fa il pienone a ogni evento». In consiglio comunale torna la polemica sull’ente fieristico. Ma il report sulle società partecipate passa senza voti contrari
Thomas Trenchi
|3 mesi fa

Nel mirino c’è ancora Piacenza Expo. In consiglio comunale il centrodestra attacca il polo di Le Mose, che Massimo Trespidi (civica Barbieri-Liberi) definisce «un cadavere». La maggioranza respinge: per il dem Andrea Fossati l’ente è «autosufficiente» e non servono nuovi aumenti di capitale, «ma più privati». A rilanciare il confronto è il report 2024 delle partecipate: il Comune detiene il 50,53% di Expo, ricavi a 2,3 milioni e utile ridotto a tremila euro. La rinuncia al compenso di un consigliere nel cda, per Trespidi, conferma il «poco coinvolgimento dei privati» e un bilancio salvato «tagliando l’ammortamento del fotovoltaico».
Patrizia Barbieri (civica di centrodestra) parla di rilancio mancato e di un piano industriale «che non arriva mai», mentre Papamarenghi contesta i numeri della Fiera dei vini. Fossati ribatte che i visitatori «ci sono» e l’assessore Gianluca Ceccarelli ricorda la difficoltà di creare fiere in un mercato dominato da Parma, Milano e Genova, pur rivendicando i temi sviluppati.
Il dossier tocca anche Farmacie comunali: utile a 388mila euro, patti parasociali in scadenza nel 2027 e il «ruolo forte dell’ad nominato dal socio privato», tema su cui Rabuffi chiede una «strategia chiara». Ceccarelli rassicura sulla farmacia di Roncaglia: «Resterà aperta».
Fuori dal confronto diretto, Caterina Pagani (Pc Oltre) propone di «valutare una società in house per verde, strade e progettazioni, per rendere più rapidi gli affidamenti e migliorare l’efficienza dei servizi».
Gli articoli più letti della settimana
1.
Pozzo senza autorizzazioni e acqua pubblica per il bestiame: 20mila euro di sanzioni
2.
Inaugurato il ponte sul Nure, Salvini: «Un esempio per tutti i cantieri italiani»
3.
Chef Mainardi al mercato coperto: «La mia missione è farvi venire fame»
4.
«Accogliamo chi prega ma siamo anche sarte, tagliamo e cuciamo»

