Acer Piacenza dona mille mascherine alla Croce Rossa

Un gesto concreto di attenzione verso il territorio e il volontariato

Redazione Online
|3 ore fa
Acer Piacenza dona mille mascherine alla Croce Rossa
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Un gesto concreto di attenzione verso il territorio e il volontariato: Acer Piacenza ha donato 1.000 mascherine alla Croce Rossa Italiana, mettendo a disposizione dispositivi di protezione rimasti in azienda dal periodo dell’emergenza Covid-19. La consegna rappresenta un’azione semplice ma significativa, che testimonia la volontà dell’ente di continuare a sostenere chi ogni giorno è impegnato in prima linea nelle attività di assistenza e soccorso.
«Si tratta di materiale che avevamo in disponibilità dai tempi della pandemia – spiega il presidente di Acer Piacenza, Marco Bergonzi – e che abbiamo ritenuto giusto destinare a chi può ancora farne buon uso. La Croce Rossa svolge un ruolo fondamentale sul territorio e questa donazione vuole essere un piccolo contributo a supporto delle loro attività quotidiane».
Le mascherine saranno utilizzate dai volontari della Croce Rossa nelle diverse attività operative, che spaziano dal soccorso sanitario ai servizi sociali e di assistenza alla popolazione. Un gesto che unisce memoria e responsabilità: se da un lato richiama uno dei periodi più difficili vissuti recentemente, dall’altro ribadisce l’importanza della collaborazione tra enti e realtà del territorio. «Anche attraverso azioni come questa – conclude Bergonzi – crediamo sia possibile rafforzare il legame con la comunità e sostenere chi, con impegno e dedizione, si prende cura degli altri ogni giorno».
«Nonostante sia ormai decaduto l’obbligo di utilizzare le mascherine, queste rimangono ancora un efficace mezzo di protezione per chi si trova ad operare in contesti a rischio di infezione e/o trasmissione - spiega il presidente di Croce Rossa Italiana – Comitato di Piacenza, Giuseppe Colla . Pertanto ci teniamo a ringraziare Acer Piacenza per questa donazione che, oltre a sancire un sempre più proficuo rapporto di collaborazione con le realtà locali, consentirà ai nostri volontari e dipendenti di tutelarsi e di rispettare le regole di prevenzione nei confronti di pazienti fragili, anziani o immunodepressi, specialmente se ad alta intensità di cura».