Acqua, ammoniaca e olio di gomito: Ippolito Negri pulisce le pietre d'inciampo

L'intervento dopo la segnalazione di Libertà sullo stato di incuria e la sporcizia. Disponibilità della coperativa San Martino a provvedere in futuro alla pulizia delle tre pietre

Elisabetta Paraboschi
|7 ore fa
Acqua, ammoniaca e olio di gomito:  Ippolito Negri  pulisce le pietre d'inciampo
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Alle sette e mezza del mattino Ippolito Negri si è ritrovato in via Garibaldi 83, davanti alla pietra d’inciampo che ricorda Francesco Daveri, avvocato ed esponente della Resistenza cattolica deportato a Gusen dove morì il 13 aprile 1945. «Armato» di straccio, acqua, ammoniaca e lucidante per metalli (ma soprattutto di tanta buona volontà), il piacentino (che è giornalista e direttore della rivista di cultura piacentina "L’Urtiga") ha pulito la "stolpersteine" di Daveri e si è poi diretto alle altre due dedicate a Enrico Richetti in via XX Settembre e a Luigi Alberto Broglio in via Cavour 64. Su Libertà di ieri infatti abbiamo segnalato lo stato di incuria e la sporcizia che connotava le tre pietre, l’ultima delle quali - quella di Broglio - è stata installata poco più di un anno fa.
Vedendo l’articolo sul giornale, Negri si è subito attivato per provvedere: a dire la verità comunque non è la prima volta che il giornalista si trova a pulire le tre pietre d’inciampo cittadine. «Lo faccio abitualmente ogni mese, ogni mese e mezzo, quando c’è bisogno - ammette lui - purtroppo per motivi personali sono passato a pulire la pietra di Richetti a febbraio e le altre due a gennaio. Quando ho visto le foto su Libertà, non ho perso tempo e alla mattina presto ho provveduto». Negri in auto tiene il «kit della pulizia»: «Serve poco - spiega - acqua e ammoniaca per un primo lavaggio, un lucidante per metalli e soprattutto olio di gomito. In particolare occorre per la pietra di via Cavour perché è l’unica che abbia visto che sia stata posizionata contro il muro anziché sul marciapiede e ha un contorno di cemento che crea una sorta di vaschetta in cui si accumula la sporcizia. Ad ogni modo non faccio nulla di straordinario: è quello che ogni cittadino dovrebbe fare».
Nel frattempo ieri anche la cooperativa San Martino, dopo aver appreso la notizia, ha reso nota attraverso l’amministratore delegato Francesco Milza la propria disponibilità a provvedere in futuro alla pulizia delle tre pietre.