Adriana Fumi, l'italiano insegnato a generazioni di bambini
Redazione
|2 ore fa

Maestra Adriana con nipoti
Adriana Fumi ha compiuto 87 anni, sono ben portati, si lamenta delle gambe, recentemente è caduta ma niente ospedale, per fortuna nessuna frattura «mi sta curando mia nipote Camilla, è il mio medico, la mia badante» dice, in realtà Camilla è infermiera all’ospedale di Piacenza.
Il giorno del suo genetliaco, il 9 gennaio scorso, Adriana, maestra in pensione, ha preparato ciambella e torta per festeggiare l’anniversario la stessa sera con figli e nipoti, ne ha otto e nove pronipoti, ma non tutti hanno potuto essere presenti. La figlia Angela «di nome e di fatto» precisa, è morta tre anni fa, il brutto male se l’è portata via in pochi mesi. E’ stato il più grande dolore della sua vita. Con la morte Adriana si è dovuta confrontare più di una volta, prima con quella del marito quando era giovane sposa e madre, poi con quella della mamma «e allora mi sono portata in casa il mio papà che ha vissuto a lungo, mentre i figli lasciavano la casa per formarsi le loro famiglie».
Intanto lei continuava ad insegnare a generazioni di bambini nelle scuole pubbliche e il catechismo nella parrocchia di San Savino, in via Alberoni dove tutti i fratelli e sorelle Fumi sono stati battezzati e lei ci vive ancora oggi.
Il giorno prima del compleanno, come di consueto da un paio di decenni, era alla scuola migranti delle missionarie scalabriniane di via La Primogenita, ad insegnare la lingua italiana fra i banchi della sua colorita classe di alunne e alunni, tutti adulti, provenienti da vari continenti.
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