Biglietto pagato con il bancomat di un amico: multa di 77 euro
Seta: «Gli studenti erano con ogni probabilità in buona fede, per questo motivo esprimiamo rammarico per il disguido e suggeriamo di presentare ricorso»
Thomas Trenchi
|4 giorni fa

Un passeggero viene multato sull’autobus non perché senza biglietto, ma perché il titolo è stato acquistato con il bancomat di un’altra persona. Succede sulla linea E56 Busseto-Piacenza, dove due amici viaggiano insieme e uno paga entrambi i biglietti con la propria carta. Una scelta in buona fede che però non è ammessa: a bordo è possibile acquistare un solo biglietto per ciascun bancomat. Ne consegue una multa da 77 euro per chi, «pur avendo viaggiato pagando la tariffa», risulta senza titolo valido.
«Ho preso il pullman alla fermata di Cortemaggiore – racconta lo studente piacentino – mentre il mio amico, salito a quella successiva di Chiavenna Landi, si è accorto di aver dimenticato il portafogli. Così mi sono offerto di acquistare anche il suo biglietto. Il primo pagamento, valido per tre zone, si è concluso senza problemi. Quando ho provato a comprare il secondo con la stessa carta, il sistema ha bloccato l’operazione. Ho chiesto spiegazioni all’autista, che ha cercato di aiutarci e ha consentito il pagamento».
A Piacenza salgono i controllori: scatta la multa per l’amico non titolare del bancomat. «Ma l’autista ci ha aiutato a pagare due biglietti con la stessa carta», dice il giovane.
Interviene Seta: «Gli studenti erano con ogni probabilità in buona fede, per questo motivo esprimiamo rammarico per il disguido e suggeriamo di presentare ricorso. Il controllore, però, si è attenuto correttamente alle regole: con una carta di credito o bancomat è possibile effettuare un solo pagamento, per vincoli tecnici imposti dal sistema bancario a livello nazionale. Salvo anomalie, infatti, l’addebito del secondo biglietto non viene confermato dalla banca del passeggero. È però possibile effettuare più pagamenti utilizzando la stessa carta su strumenti diversi, ad esempio su smartphone, smartwatch e fisicamente». Fermo restando che a bordo «sono presenti avvisi informativi», Seta ammette la necessità di migliorare la comunicazione: «Gli autisti devono spiegare in modo chiaro le regole agli utenti. Interverremo su questo aspetto, ma precisiamo che in questo caso si trattava di un dipendente di un’azienda esterna».

