Caporalato, denunce in aumento
L'assessore Corvi: «È l’effetto dei cinque permessi di soggiorno concessi ai lavoratori sfruttati nei campi della zona di Cortemaggiore»
Filippo L.
|11 mesi fa

Dopo i cinque permessi di soggiorno concessi ai lavoratori sfruttati nei campi della zona di Cortemaggiore, rilasciati grazie all’applicazione dall’articolo 18-ter del Testo unico sull’immigrazione, che consente il rilascio del permesso alle vittime di sfruttamento lavorativo, è sensibilmente aumentato il numero delle denunce. È quanto emerso a margine del convegno "Diritto e lavoro, un terreno comune” tenutosi al Laboratorio del Carmine, che ha messo sotto la lente lo sfruttamento dei lavoratori e il caporalato.
«È questo l’effetto a cui ambivamo - dice Nicoletta Corvi, assessora al welfare del Comune di Piacenza - altri permessi di soggiorno saranno rilasciati nel prossimo futuro».
Durante il convegno sono intervenuti Marco Omizzolo, da remoto, che ha compiuto diverse ricerche sul campo, e Mara Tognetti, sociologa della migrazione dell’Università Bicocca di Milano. Quest’ultima invita tutti a prendersi le proprie responsabilità: «Credo che neppure i responsabili delle grandi aziende, con sedi in tutto il mondo, possano dirsi non a conoscenza di quanto accade nelle loro filiere. Non conoscono forse tutti i dettagli, ma la filiera dei loro prodotti la conoscono bene». Tognetti ha portato anche qualche dati riguardante il fenomeno: «Secondo i dati Inail del 2024 sono state ispezionate 90.831 aziende, in 65.096 delle quali, pari al 71% del totale, sono stati riscontrati tassi di irregolarità».
Durante la mattinata è stato anche presentato il rapporto curato da Iress nell’ambito di "Common Ground", il progetto volto a fare emergere il lavoro nero e il caporalato.
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