A Fuoriluogo Arte le opere nate nell’ospedale psichiatrico di Maputo
Nell'atelier di via Felice Frasi 8 la mostra dedicata ai lavori realizzati dagli utenti dell’ospedale di Infulene. Inaugurazione il 14 marzo e conferenza il 20 su arte e marginalità

Marcello Tassi
|1 giorno fa

A Piacenza lo spazio Fuoriluogo Arte di via Felice Frasi 8 ospita la mostra e conferenza “Heleleleee, oltre il colore origini del segno”, un progetto espositivo che mette al centro opere nate in un contesto molto particolare: l’ospedale psichiatrico di Infulene, a Maputo, in Mozambico. «È un progetto che abbiamo sentito nostro fin da subito – spiega Veronica Cavalloni, presidente dell’associazione Fuoriserie Aps – quando Stefano Fontana di Progettomondo è venuto a presentarci la proposta, cercando uno spazio espositivo che potesse sostenere il lavoro che portano avanti da anni. Il nostro compito è dare visibilità a queste opere, contestualizzando i linguaggi adottati per metterli in relazione con le correnti e i movimenti della storia dell’arte».
Ci sono opere d’arte che nascono in luoghi inaspettati. Da Maputo, capitale del Mozambico, arrivano segni, colori e gesti creativi che raccontano storie di sofferenza, ma anche di libertà possibile. A Piacenza queste opere diventano protagoniste della mostra che celebra l’arte prodotta dagli utenti dell’ospedale psichiatrico di Infulene, a Maputo, dove Progettomondo ETS e l’associazione Girassol stanno portando avanti un progetto dedicato all’introduzione di pratiche umanizzanti in un contesto segnato dall’abbandono. L’obiettivo è definire il ruolo della convivenza artistica come strumento trasformativo per persone che vivono una condizione di sofferenza mentale in situazioni di clausura. L’arte, in questo contesto, diventa spazio terapeutico e pratica di cittadinanza, capace di restituire dignità e possibilità di espressione.
Per questo sono state attivate vere e proprie officine creative (corpo e danza, musica e poesia, teatro e arti plastiche) condotte da un collettivo di artisti e attivisti mozambicani. Attraverso questi laboratori si sono avviati percorsi di rinascita per persone spesso considerate ai margini della società, trasformando la pratica artistica in occasione di relazione, libertà e riconoscimento.
Le opere saranno esposte nello spazio Fuoriluogo Arte, progetto nato in collaborazione con Asp e Ausl di Piacenza e finanziato con il Fondo Autonomie (iniziativa congiunta della Fondazione di Piacenza e Vigevano e Crédit Agricole Italia) come luogo dedicato alla creatività, all’inclusione e alla sperimentazione artistica, dal 14 al 28 marzo, con visite su prenotazione. L’appuntamento inaugurale, previsto sabato 14 alle 18, accompagnerà il pubblico in un percorso di osservazione delle opere dal punto di vista artistico. Il progetto espositivo è curato dalla stessa Cavalloni insieme a Luca Moncaleano, socio dell’associazione Fuoriserie.
Il 20 marzo alle 17.30, sempre all’atelier Fuoriluogo, si terrà invece la conferenza “Arte in contesti di abbandono”, con la partecipazione di tre antropologi che hanno lavorato al progetto e che approfondiranno il significato dell’arte nei luoghi di cura e nei contesti di marginalità. Sia durante l’inaugurazione sia in occasione della conferenza del 20 marzo sarà inoltre organizzata un’apericena di raccolta fondi, destinata a sostenere le attività di Progettomondo e dell’associazione Fuoriserie.
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