Dalla Serie A alla strada: Marchesini chiede aiuto

L'ex portiere del Piacenza, attualmente senza casa, racconta la sua odissea per ottenere una residenza fittizia e poter lavorare. «Sono diventato un invisibile»

Ermanno Mariani
|4 ore fa
L'ex portiere del Piacenza calcio Gian Luca Marchesini- © Libertà/Ermanno Mariani
L'ex portiere del Piacenza calcio Gian Luca Marchesini- © Libertà/Ermanno Mariani
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Da calciatore di Serie A con il Piacenza Calcio a cittadino “invisibile” per la burocrazia. La parabola di Gian Luca Marchesini, ex terzo portiere biancorosso nella stagione 1997/98 con Vincenzo Guerini, oggi si scontra con un problema concreto: l’impossibilità di ottenere una residenza fittizia, indispensabile per lavorare o avviare un’attività.
Dopo aver perso lavoro e abitazione, Marchesini si è ritrovato senza una dimora stabile. Il nodo nasce dalla sua ultima residenza: nel 2019 risultava a Caorso, mentre successivamente ha vissuto a Piacenza dove abitava con la sua compagna. «Ma la residenza era a suo nome». Oggi i due Comuni si rimpallano la competenza: Caorso lo indirizza a Piacenza perché lì ha vissuto di recente, mentre Piacenza rimanda a Caorso in quanto ultimo Comune di residenza anagrafica.
Un cortocircuito amministrativo che lo lascia senza identità burocratica. «Di fatto non esisto», racconta, mentre vive grazie all’aiuto di amici e chiede solo di poter tornare a lavorare.