Folla a Bobbio con nove carri e la Gioconda torna a casa
Vie gremite per il carnevale. Tra i capolavori di ingegneria fai da te (anche da Menconico) quello ispirato a Coco muove occhi e testa: «Ci si lavora mesi»
Redazione Online
|4 ore fa

Il "ritorno a casa" della Gioconda, richiamo alla tesi che lega il celebre sfondo alla veduta del ponte Gobbo - © Libertà/Pietro Zangrandi
Bobbio si è trasformata in un grande palcoscenico a cielo aperto per il suo Carnevale, richiamando circa seimila persone nel centro storico già dal primo pomeriggio. Vie, piazze e balconi sono rimasti gremiti per ore, con visitatori arrivati per assistere alla sfilata dei nove carri allegorici, capolavori di ingegneria fai da te, frutto di mesi di lavoro nei garage di artigiani, volontari e appassionati.
Tra i momenti più applauditi, il carro dedicato a Coco dei Rangugnus, con l’imponente figura di Imelda che sbatte le palpebre e rievoca il “día de los muertos”, omaggiando anche l’attore bobbiese Gianni Schicci. Santa Maria ha riportato in scena i Flinstones, San Martino ha presentato una colorata fattoria, mentre un Cipollino “boldesco” è comparso nel carro dedicato al cinepanettone Merry Christmas. Mezzano Scotti ha portato in strada un juke-box vivente, Marsaglia una prigione ironica “con vino”, e i Levratti hanno schierato sessanta figuranti nei panni dei personaggi di Shrek.
La Pro loco ha puntato sul colpo di teatro: con un Lupin astuto ha simbolicamente “riportato a casa” la Gioconda, richiamo alla tesi che lega il celebre sfondo alla veduta del ponte Gobbo. Tradizionale la partecipazione degli abitanti di Menconico, questa volta in versione Asterix e Obelix, sotto un sole quasi primaverile.
Il programma del Carnevale si arricchirà nel prossimo fine settimana: sabato sera si terrà un “gran ballo” in un maxi tendone allestito al campo sportivo, evento inedito che farà da preludio alla replica della sfilata di domenica







