«In un tempo di tempesta questo festival ci fa più uniti»
E la sindaca Katia Tarasconi annuncia la volontà di un murale dedicato a Giorgio Armani

Patrizia Soffientini
|6 mesi fa

Piazza cavalli inaugurazione festival romanini
Il tema del Festival del Pensare Contemporaneo ha un’ambizione un po’ salvifica. E’ il curatore Alessandro Fusacchia a indicare la direzione di “Vite svelate”. In tempi di tempesta come questi, a cosa serve un festival? Tempi in cui certi Paesi già si attrezzano per una prossima guerra estesa, dove tutti patiamo la tensione distruttiva che ci circonda «e assistiamo a un genocidio in diretta e l’arroganza e il razzismo di Israele restano impuniti...» e qui la folta platea di Piazza Cavalli scoppia in un applauso. Dunque a cosa serve un festival? Fusacchia prende a prestito le parole di Draghi su un’Europa che è evaporata. «Siamo davvero spacciati?». In realtà ascoltarsi, capirsi, svelarsi fra sconosciuti vuol dire riconoscersi, riunirsi provare a «costruire insieme qualcosa di potente».
Dal palco dell’inaugurazione e prima che i curatori filosofici Maura Gancitano e Andrea Colamedici comincino a “scaldare” il pubblico con musica ed emozioni, prima che la serata si sciolga lungo le strade più dolci di questa “palestra del pensiero”, la sindaca Katia Tarasconi annuncia il desiderio di omaggiare la memoria del Signor Armani, accogliendo il suggerimento del movimento giovanile legato alla street art di realizzare per lo stilista un grande murale. Anche per Tarasconi oggi più che mai contro il rischio di deriva serve «spazio d’ascolto» e questo viene offerto da una vetrina straordinaria «il festival è come un giardino che Piacenza cura con diligenza e fa germogliare ». Mario Magnelli, presidente del Comitato promotore e vice presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, parla dell’importanza dei risultati ottenuti in tre edizioni, della collaborazione con Rete Cultura Piacenza. Molti i ringraziamenti ai volontari.
E che il festival cresca lo testimonia il nuovo sponsor principale, Banca Generali, Stefano Lenti fa riferimento alla presenza, lo scorso anno, del presidente Sergio Mattarella. La festa inizia con il bel momento al Farnese della presentazione di studenti che arrivano dalla Basilicata al Trentino Alto Adige per i laboratori didattici, lavorando insieme ragazzi che non si conoscono e che daranno alla fine indicazioni sulla prossima edizione del festival. Suona il violino Manuela Mosca, balla Benedetta Foppiani e il gruppo internazionale di danza Kataklò dà vita a una performance spettacolare con bandiere argentee muovendosi su uno specchio. Il tema dello specchio torna sul palco della piazza con una danza che rimanda ai frammenti delle nostre vite, alle grandi domande su chi siamo, ignoti a noi stessi o troppo frantumanti, e alla nostra reale possibilità di essere comunità. Lo sapremo meglio alla fine del festival.
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