Le ostesse resistenti del bar Ponticello: «Il Po non piace più, ma noi restiamo»
Mariuccia e Marisa accolgono i clienti nello storico locale aperto nel 1964 a Castelvetro, quando qui c’era la spiaggia con i bagnini
Valentina Paderni
|7 mesi fa

Il bar Ponticello resiste. Alle piene del Po, al passare delle stagioni e degli anni. Resiste, perché a condurlo da oltre sessant’anni è rimasto lo zoccolo duro della famiglia cremonese Telli.
Le sorelle Maria, per tutti “Mariuccia”, 86 anni e Marisa, che di anni ne ha 83, continuano da oltre mezzo secolo ad attendere e accogliere clienti nel locale che si affaccia, come una privilegiata finestra, sul Po a Castelvetro. Loro ci sono sempre, ogni giorno, estate e inverno, lo recita anche il cartello dietro al bancone, “aperto tutto l’anno”. «Ma quale vacanza!», dice perentoria Mariuccia. È con lei che ci mettiamo sedute al tavolino a parlare.
Marisa, riservata, rimane più sulle sue, lascia che sia la sorella maggiore a farsi carico della narrazione. Mentre Mariuccia ci dedica tempo, Marisa asciuga con un canovaccio i tavoli esterni bagnati dalla pioggia, serve qualche cliente, risponde a una telefonata della figlia. L’area ristoro nasce nel 1964, grazie all’intuizione fortunata del marito di Mariuccia, Renato Allodi, venuto a mancare ormai una ventina di anni fa.
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