«Logica di mercato per i treni? Conta più l'interesse pubblico»
Caso Frecciarossa 9330. L’avvocato Umberto Fantigrossi estrae una diffida del 2008 nei confronti di Ferrovie: impegni disattesi
Filippo L.
|3 mesi fa

Si alza ogni giorno di più il volume delle lamentele per la decisione di cancellare la fermata di Piacenza del Frecciarossa 9330, treno serale che da Roma raggiunge la nostra stazione e che dal 14 dicembre non farà sosta nella nostra città. Una reazione ad alta voce che ha trovato la politica piacentina, per una volta, unita nelle sue diverse anime nel contestare la decisione assunta da Trenitalia, nonché molti pendolari.
L’avvocato Umberto Fantigrossi, non prima di avere definito «Piacenza la Cenerentola dei trasporti», recupera una diffida del 2008, nei confronti di Ferrovie dello Stato (oggi Trenitalia) inviata dall’allora giunta Reggi, che contestava alla società il fatto di non avere adempito agli accordi assunti. «Già allora - dice l’avvocato - in cambio delle varianti urbanistiche per la realizzazione della Tav, così impattanti sul territorio, fatte a condizione di ottenere benefici per il territorio stesso e per la popolazione, non furono rispettati gli impegni e la diffida non ebbe seguito».
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