«Rabbia, ma non sorpresa»: la denuncia collettiva in un presidio sotto l'Ausl
Dopo l’arresto del primario Michieletti per violenza sessuale e stalking, collettivi e associazioni si mobilitano: «Non è un caso isolato. Serve parlarne e rompere il silenzio nei luoghi di lavoro»

Marcello Tassi
|1 anno fa

Rabbia, ma non sorpresa. È con questo stato d’animo che stamattina un gruppo di cittadine e realtà attive sul territorio — tra cui «Non una di meno – Osservatorio femminicidi, transicidi, lesbicidi», il collettivo «Resisto» e «Donne in nero» — si è ritrovato davanti alla direzione generale dell’Ausl in Piazzale Milano.
Una mobilitazione nata dopo la notizia dell’arresto di Emanuele Michieletti, il primario di radiologia, accusato di violenza sessuale e stalking.
Per loro quanto accaduto «non è un caso isolato né un fulmine a ciel sereno, ma piuttosto – ha spiegato Manuela Bruschini, referente delle donne che si sono autoconvocate per il presidio - l’ennesima manifestazione di un sistema marcio e compiacente», dove silenzi, protezioni e omissioni contribuiscono a creare terreno fertile per abusi e impunità».
L’incontro è stato anche un momento di testimonianza e vicinanza alle vittime, ma soprattutto di denuncia collettiva: perché, come affermano le manifestanti, «non si tratta di mele marce, ma di un intero sistema che va scardinato».
Non sarà un’iniziativa isolata, né destinata a spegnersi con il presidio di oggi. L’obiettivo è chiaro: non lasciare che l’episodio cada nell’oblio, ma aprire un ciclo continuativo di mobilitazioni e momenti pubblici di confronto.
«Bisogna parlarne a lungo, senza smettere di fare luce su ciò che spesso viene nascosto o minimizzato», ha spiegato Michela De Nittis, attivista del collettivo Resisto e di SiCobas. Perché la violenza di genere non è confinata a un singolo ambito, ma attraversa tutti i luoghi di lavoro e colpisce donne in ogni ruolo e mansione.
Tra gli aspetti più inquietanti, è stato sottolineato anche «il tono dei commenti, spesso provenienti da donne contro altre donne». Sono già in programma nuovi incontri e momenti di confronto.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Un piacentino nove secoli fa gridò: «Fel cogoza», oggi quell’insulto racconta la nascita dell’italiano
2.
«A 10 anni in seminario piangevo, poi è arrivata la vocazione profonda»
3.
Viaggiano con il figlio morto in auto sull'A21, se ne accorgono dopo quasi 100 km
4.
Temporali, grandine e vento: allerta gialla per domani su tutto il Piacentino








