Provincia

Caorso, raccolta firme pro-presepe
La dirigente: “Decidano le maestre”

21 novembre 2012

Presepe negato a Caorso, le mamme dei piccoli allievi della materna non ci stanno e contro la decisione di negare il presepe è partita anche una raccolta firme dall’edicola del paese.
Oggi a gettare acqua sul fuoco é stata la dirigente dell’istituto Manuela Bruschini che, convocata a Piacenza, ha precisato che il suo provvedimento era un’indicazione e non un divieto: le insegnanti sono lasciate libere di decidere in autonomia.
Confermata per domani infine la visita a scuola del sindaco Callori che donerà alla materna quattro presepi.

 

Le lettere su Libertà di giovedì 22 novembre 2012

Abolire il presepe è una violenza dei sentimenti

Caro direttore,
due notizie apparse sul Suo giornale mi hanno in tutta obiettività sbalordito.
L’una, forse più grave, è la decisione dell’asilo di Caorso di “abolire” il Presepe, decisione che io ritengo non solo espressione di massima demagogia ma anche di violenza nei confronti dei sentimenti più puliti e spontanei dei bambini.
Benissimo, se è così perché allora non diciamo anche da subito ai bambini che Babbo Natale non esiste, che i genitori sono bugiardi se parlano di Santa Lucia e della Befana?!
C’è una frase meravigliosa nel Vangelo “sinite parvulos venire ad me”: “ad me” per i bambini a Natale è anche costruire e guardare il Presepe.
La seconda notizia è quella dei Presidi prima della Calvino e poi – apprendo ora – anche del Romagnosi – Casali, che hanno deciso di eliminare le gite ed i viaggi di istruzione degli alunni quale protesta ai tagli delle risorse effettuati dal Governo, ma anche – e questo a mio parere è gravissimo – per contestare “tagli di posti e blocco delle progressioni di carriera” (sono le frasi riportate sul Suo giornale).
Poiché personalmente non ho alcun dubbio che il vero motivo sia quest’ultimo (chè, se fosse il non mettere le mani nelle tasche dei genitori, la decisione spetterebbe ai soli genitori!), mi chiedo dove siano finiti quegli insegnanti che con uno stipendio da fame dedicavano la loro esistenza ai giovani e, lo ricordo bene (vecchio Liceo Classico), se per motivi economici qualche studente aveva difficoltà a partecipare alle gite culturali si tassavano loro pur di non fargli mancare quell’esperienza!
Che tristezza per la povera Scuola.
Giorgio Reggiani

I casi del presepe cancellato da una preside e le gite scolastiche abolite da un paio di scuole superiori hanno aperto un dibattito che Libertà, come sempre, sta ospitando nelle sue pagine. La vicenda del presepe ha scosso le coscienze di tutti, credenti e non credenti, come è testimoniato dagli interventi e dalle lettere che pubblichiamo a pagina 23 e in questa pagina. Perché una preside, al suo primo incarico, ha dato l’indicazione agli insegnanti di non fare il presepe? Le sue giustificazioni non convincono, tanto che è stata costretta a fare marcia indietro e a lasciare le maestre e le famiglie, come è giusto che sia, liberi di farlo. Sull’altra questione, quella delle gite cancellate per protesta, c’è da dire che le motivazioni sono più convincenti anche se, forse, bisognava anche ascoltare gli studenti e le famiglie.
Gaetano Rizzuto

 

Presepe negato/1
Si dà il giusto peso ad una superstizione
Egregio direttore, ma quanta ipocrisia e menzogne nella vicenda del presepe della Materna di Caorso. D’altronde il messaggio cristiano in se è ipocrita e bugiardo. Da genitore italiano di una bambina italiana frequentante un asilo, sarei stato assolutamente favorevole e sollevato nel non vedere riferimenti cristiani (fuorvianti la verità storica) all’interno dell’istituto che frequentiamo. Finalmente qualcuno si muove per dare il giusto peso a una semplice superstizione quale è il Natale cristiano e mi sento di dare tutto l’appoggio possibile al preside Bruschini. Anche se la voglia di censurarmi sarà fortissima, si sappia che c’è qualcuno solidale con chi difende l’intelligenza umana.
Francesco Aramini
padre podenzanese

Stia tranquillo, certe voglie di censura non appartengono certo alla filosofia di Libertà.

 

Presepe negato/2
Perché proibirlo? E per quali norme?
Art. 19 della Costituzione Italiana: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purchè non si tratti di riti contrari al buon costume. ”
Il Popolo Italiano, i Fratelli d’Italia, hanno in comune un passato caratterizzato da storia, tradizioni, lingua e cultura comuni. La vita trascorsa in comune forgia gli elementi caratteristici della propria identità tra cui la religione e i principi morali.
Al di là del significato strettamente religioso (essendo la fede una dimensione molto profonda dell’uomo) perché proibire la rappresentazione del presepe? Perché ricorrere a norme, quali norme se la neutralità e la laicità dello Stato Italiano in campo religioso sono sancite dall’art. 8 della Costituzione?
Bea C.

 

Presepe negato/3
La dirigente scolastica torni sui suoi passi

Gentile direttore,
dopo aver appreso dai genitori dei bambini di Caorso e dai media locali, l’intenzione da parte della dirigente del Circolo Scolastico di Caorso e Monticelli Manuela Bruschini di non far celebrare la Festa di Natale ai bambini della locale scuola materna di Caorso con i tradizionali riferimenti religiosi opportuni per tale ricorrenza, quali il presepe, i canti natalizi ed ogni altra simbologia che richiami le nostre tradizioni cristiane, mi sento di condannare senza appello e con la più totale avversione, non solo come locale segretario di Unione Padana ma soprattutto come cittadino caorsano, tale sconsiderata presa di posizione della dirigente scolastica. Ritengo che al di là di qualsivoglia indicazione e norma ministeriale sia vergognoso che vengano messe in atto azioni di palese contrasto e di distruzione delle nostre tradizioni culturali e religiose secolari con lo scopo evidente di “omogeneizzare” ed “amalgamare” in senso laico tutti i bambini di diverse nazionalità o fede religiosa che frequentano la scuola, come se le nostre tradizioni cristiane potessero in qualche modo turbare gli altri bambini e le loro famiglie.
Sottolineo peraltro che lo svolgimento della festa natalizia non è stata mai contestata dai genitori dei bambini di diversa fede in alcun modo. Ritengo opportuno che la dirigente scolastica torni sui propri passi e non applichi tale normativa, come è sempre stato fatto, con buonsenso e buona opportunità dai precedenti dirigenti scolastici e da quelli attuali di molti altri circoli, in quanto essa è da ritenersi profondamente lesiva dei valori della nostra terra e della nostra comunità. Si causerebbero sì, in caso contrario, con l’applicazione, diffusi malumori e contrarietà ben più gravi nella comunità stessa.
Luca Podestà
Segretario cittadino di Caorso di Unione Padana

 

Presepe negato/4
Non togliamo l’innocenza ai nostri figli

Buongiorno direttore,
sono una delle tante mamme che in questi giorni Le avranno scritto in merito alla decisione di togliere il presepe dalla scuola di Caorso. Premetto che sono mamma di due bambini e che entrambi frequentano la materna e il nido qui a Caorso.
Sono sempre stata del parere che i bambini debbano stare con altri bambini senza far distinzioni e differenze. Ecco perché entrambi i miei figli hanno iniziato fin da piccoli a convivere e condividere con gli altri. A volte c’è veramente tanto da imparare da loro, in certi discorsi e certi ragionamenti, i Grandi sono loro e non noi (che ci reputiamo tali). Nella loro mente non c’è nessun tipo di discorso razzista o offensivo rivolto ad altre razze o religioni, la loro unica colpa (se la vogliamo chiamare così), in certi casi, è di esprimere, a loro modo, come la pensano. Per loro i bimbi stranieri possono essere i bimbi colorati, è o deve essere anche questo un problema?
A tre o a cinque anni gli dobbiamo spiegare la differenza che c’è tra un Dio e l’altro? O dobbiamo solo dirgli “fai il bravo e divertiti, perché dagli altri nel bene o nel male c’è sempre qualcosa da imparare? ”
Penso che ognuno di noi sia bravo a fare il proprio lavoro, non discuto sul fatto che ci sia o meno questa fantomatica legge di cui si è tanto parlato, né tanto meno come questa possa essere interpretata, sono solo del parere che se una persona è brava a far politica deve andare avanti per la sua strada e non sconvolgere e stravolgere la cosa più semplice che è rimasta ai nostri figli ovvero l’innocenza!
A Caorso non ci sono mai stati problemi tra “stranieri” e “italiani” (se proprio vogliamo fare una sorta di distinzione) tanto meno tra bambini! Quindi non vedo proprio per quale motivo si debba interrompere un percorso così bello e tranquillo che stanno già facendo da anni. Ormai non si ragiona più con ideali di destra o di sinistra, si deve pensare solo e ad un’unica cosa: il bene dei nostri figli, sapranno loro come costruirsi il loro futuro, i loro ideali e i loro valori.
Una mamma di Caorso

 

Presepe negato/5
I bambini sono migliori di noi

Egregio direttore,
sono il padre di due splendide figlie e Le scrivo in merito alla polemica suscitata in questi giorni dalla dirigente scolastica di Monticelli. Purtroppo in questo periodo la deriva di una deliberata astensione dal prendere posizione di fronte a problemi religiosi dettata dal “politicamente corretto”, ha portato alcuni appartenenti a una area politico culturale di riferimento, a risolvere le questioni a monte: come? Eliminandole. Cosi’, se Colui che ha diviso la storia in prima di Lui e dopo di Lui, potrebbe infastidire l’animo di qualcuno (?) quale migliore soluzione se non ignorarlo, farlo sparire anche dalle parole? Se noi adulti decidiamo di visitare una Moschea, prima di entrare ci togliamo le scarpe, per rispetto al luogo e al culto di quel luogo. Nessuno potrà avere sconvolta la vita solo per aver visto le usanze di un altro paese, di una altra religione. Non temete, i Bambini sono migliori di noi, hanno l’anima pulita e innocente qualunque sia il colore della loro pelle, da qualunque parte del mondo arrivino. Loro sono il nostro futuro e come canta Gino Paoli “… sarà vero che il colore è solo luce e la luce è la speranza, e che siamo noi la speranza… ”
Allora io chiedo ai genitori di queste scuole di riunire tutti i bambini di ogni credo e provenienza in un grande girotondo multiculturale intorno a quella culla di paglia dove è nato quel Bambino, povero tra i poveri, ma che “… ha l’anima di un Arlecchino con tutti i colori dell’arcobaleno, eh si, forse è proprio così… “. Concludo facendoLe notare che anch’io in questa lettera non ho mai usato quella parola tanto invisa alla responsabile scolastica, credo ne sarebbe contenta, ma alla fine devo farlo perché nulla dobbiamo temere nominando Gesù Cristo Nostro Signore. Grazie per la disponibilità e Buon Natale a tutti quanti, magari attorno a un bel Presepe.
Andrea Manzini

 

Presepe negato/6
Restituiamolo ai bambini senza cadere nel ridicolo

Egregio direttore,
i nostri sono tempi di grande cambiamento. Persino il Natale e l’albero di Natale non ne sono risparmiati poiché si vorrebbero chiamare rispettivamente “festa dell’inverno” ed “albero delle feste”. Anche l’innocuo presepe che si allestiva a scuola o la canzoncina su Gesù Bambino, che la maestra faceva cantare agli scolaretti, oggi sono da evitare per non turbare la coscienza di chi proviene da altre aree del Pianeta e si dice illuminato dalla vera fede.
Verrebbe quasi voglia di sbudellarsi dalle risate se non fosse che il problema è ben più serio. Infatti, non si può (a casa nostra) amputare o censurare la nostra libertà, le nostre tradizioni, la nostra cultura perché a qualcuno, arrivato qui per sua scelta, potrebbero non piacere.
Il “politicamente corretto”, l’essere “buoni a tutti i costi”, gli infiniti sorrisini e le tante belle paroline di circostanza che abbondano nei tavoli di incontro, nelle consulte laiche e nelle commissioni per l’ecumenismo rischiano giorno dopo giorno di renderci più fragili e destinati inesorabilmente ad essere sottomessi nei confronti di altre culture che al contrario, difendono con grande fermezza la loro visione del mondo. Proteggiamo l’albero di Natale ed il presepe restituendoli ai loro legittimi proprietari (i bambini) per interrompere la spirale delle censure e del ridicolo.
Daniele Bua
Piacenza

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