Agricoltura: due ricercatori piacentini firmano la scoperta di un gene dell’orzo

23 Aprile 2013


Produrre di più con meno e in modo più sostenibile: una prospettiva ambiziosa quanto necessaria, soprattutto per la tutela dell’ambiente, alla quale l’importante studio firmato da due ricercatori piacentini ha fatto compiere un nuovo passo avanti. Al centro dello studio, condotto dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, dove lavora il dottor Enrico Francia (Caorso) e dal Centro di ricerca per la genomica di Fiorenzuola d’Arda con cui collabora il dottor Alessandro Tondelli (Carpaneto) – c’è uno dei cereali più coltivati nel mondo, l’orzo.

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature Genetics, è iniziata nel 2004 e ha condotto alla scoperta del gene di Antirrhinum centroradialis: “Siamo riusciti a capire le varianti che rivelano le capacità di adattamento della pianta – ha raccontato Enrico Francia – e a comprendere cosa le permette di adattarsi a differenti condizioni climatiche”. Quando si parla di agricoltura il nesso con alimentazione e ambiente è molto stretto e la ricerca potrebbe condurre a coltivazioni a minor impatto ambientale: “Nei prossimi anni la popolazione continuerà ad aumentare; riuscire a produrre di più impiegando meno risorse, ad esempio acqua o concimi, significa rispondere ai bisogni in modo più sostenibile per il pianeta” ha concluso Enrico Francia.

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