Piacenza

Bufera sulla centrale 118 accorpata. Trespidi: “Non rinunciamo”

7 giugno 2013

Dopo la visita di ieri dell’assessore regionale alle politiche per la salute Carlo Lusenti si è scatenata la bufera sull’ipotesi di accorpamento della centrale 118 di Piacenza con altre realtà emiliane.  Contro la riorganizzazione o meglio contro l’ipotesi di chiudere la centrale operativa di Piacenza per spostarla a Parma si sono già duramente scagliati sia gli operatori del soccorso, sia le istituzioni locali. “Se ne parla da 20 anni, non ragioniamo guardando i particolari ma concentriamoci sul sistema sanitario che in Emilia Romagna e nello specifico a Piacenza funziona bene, la sanità è molto di più che la centrale del 118, se guardiamo solo quel pezzetto rischiamo il corto circuito” ha sottolineato l’assessore regionale, precisando però che tutte le ipotesi sono ancora aperte e che un gruppo tecnico proporrà soluzioni definitive entro fine mese. A quel punto verrà avviato un dibattito.

Sulla vicenda sta intervenendo il mondo politico piacentino. Di seguito gli interventi.

Trespidi: “Non si rinuncia a un’eccellenza”
“Non si abbandona un’eccellenza se non per un progetto migliore a beneficio dei cittadini”. Parole del presidente della Provincia di Piacenza Massimo Trespidi, che interviene all’indomani della visita a Piacenza dell’assessore regionale Carlo Lusenti. “Il 118 sul nostro territorio – continua Trespidi – funziona molto bene: non possiamo rinunciarvi senza garanzie che ciò che si introduce sia migliore dell’attuale: in questo momento non esistono garanzie in tal senso. Il progetto della centrale unica del 118 con Parma risponde al criterio dell’area vasta: i miei dubbi e la mia attuale contrarietà nascono dal fatto che i precedenti sull’area vasta, cito ad esempio l’esperienza di Atersir per la gestione di acqua e rifiuti, sono stati un fallimento. Temo che il 118 segua la stessa strada. Se siamo in dirittura d’arrivo per la decisione, la scelta non deve essere presa senza il coinvolgimento dei cittadini e delle istituzioni. A fronte dei tagli nei confronti della sanità, mi domando se quello della centrale unica è un progetto prioritario o se non convenga utilizzare questi fondi per altro.
Espliciterò la mia contrarietà al progetto nell’ufficio di presidenza della conferenza socio sanitaria già convocato per venerdì 14 giugno: lì richiederò la convocazione urgente della conferenza perché anche i sindaci prendano posizione in merito alla questione. Se si vuole sfruttare l’eccellenza piacentina su un’area vasta, la sede dovrà rimanere necessariamente a Piacenza”.

Bergonzi: “Il 118 resti qui, Piacenza sta già perdendo il Polo Nazionale di Protezione Civile: occorrono compensazioni tra i territori”
“Sono convintamente contrario alla eventuale perdita del 118. Se a Piacenza vengono tolte persino le migliori eccellenze, tra le quali vi è indubitabilmente il 118, c’è da chiedersi che altro dobbiamo aspettarci in futuro. Non è accettabile smantellare e traslocare un pezzo alla volta tante realtà del nostro territorio: è bene ricordare che in questi giorni Piacenza sta perdendo in un incomprensibile silenzio, anche la sede del Polo Nazionale di Protezione Civile: avevo personalmente lanciato più volte l’allarme in Consiglio Provinciale ed avevo altresì indicato 2 proposte di privati (in posizioni strategiche), che comportavano la riduzione del 50% dei costi di affitto , pur di mantenere questa importante e prestigiosa struttura a Piacenza; occorreva che la Provincia trovasse un’intesa con la Regione, per sostenere i costi (ancorché dimezzati) ed invece nulla ed il risultato è che perdiamo anche questo. Credo che se le risorse calano (ed è verissimo) debbano calare per tutti e non solo per alcuni: pertanto che per qualsiasi realtà piacentina che si pensi di togliere ed aggregare altrove, ve ne debba essere un’altra che da un altro territorio venga a Piacenza; senza compensazioni tra territori, si ha solo la spoliazione dei meno forti, e questo non è assolutamente accettabile”.

Maloberti a Bergonzi: “Lacrime di coccodrillo”
“Le lacrime di coccodrillo di Marco Bergonzi sul 118 sono stucchevoli. Se davvero è tanto critico con l’accorpamento lo vada a dire al ‘suo’ assessore Lusenti, che – ieri a Piacenza – non ha nemmeno avuto il coraggio di esplicitare le sue intenzioni”. Il consigliere provinciale leghista Giampaolo Maloberti replica così al capogruppo Pd in Provincia Marco Bergonzi, critico con la Provincia sull’operazione 118. “In sfregio a 5mila piacentini che hanno firmato una petizione per il mantenimento della centrale operativa del 118, Lusenti ieri si è fatto acclamare nella sede del partito e poi ha dirottato verso altri lidi, lasciando a bocca asciutta i tanti che da mesi chiedono un confronto e maggiore ascolto. Quanto a Bergonzi si ricordi i tempi in cui – dopo mille tentennamenti – si fece sostenitore dell’area vasta emiliana. Non si lamenti se poi gli esiti funesti sono questi assurdi accorpamenti. Per quanto riguarda il polo di protezione civile non abbiamo bisogno né di mediatori immobiliari né di ipotesi balzane, ma solo di una Regione che sia più attenta alle esigenze del nostro territorio. Se davvero Bergonzi crede in quello che dice potrebbe proporre al Pd la sfiducia a Lusenti. E magari candidarsi a prenderne il posto. Chissà, magari dopo la poltrona sfumata alla Camera e la nomina svanita al cda di Iren, gli riesce la tripletta”.

 

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