Avvocati, redditi crollati del 40%. Mingardi: “Non c’è lavoro per tutti”

06 Marzo 2014

Graziella Mingardi

Non è tanto la crisi a mettere in ginocchio il mestiere di avvocato quanto il numero anomalo di persone che finiscono col praticare questa professione. Basti pensare che l’Italia, con 260mila avvocati, detiene il record assoluto in Europa. In Francia, per esempio, se ne contano 18mila, meno rispetto alla sola città di Milano che ne ha 20mila. Nel nostro Paese per ogni 100mila abitanti operano 290 avvocati, in Gran Bretagna solo 22.
Piacenza non è da meno con 711 avvocati, di cui 368 donne e 343 uomini e 106 praticanti. La presidente dell’ordine Graziella Mingardi è alle prese con la gestione di un vero e proprio esercito. “Bisognerebbe cambiare le regole di accesso alla professione – ha dichiarato la presidente ai microfoni di Telelibertà – i giovani dovrebbero essere meglio informati sulle difficoltà che devono affrontare per rimanere a galla nel settore e, al giorno d’oggi, non ne vale la pena”.

Una buona fetta degli avvocati italiani, almeno 50mila, guadagna infatti meno di 10mila euro all’anno. Dalle rilevazioni della cassa nazionale previdenza e assistenza forense risulta che, al 2012, il reddito professionale medio annuale nella fascia di età dai 45 ai 52 anni, quindi la più redditizia, era di 35.880 euro per le donne e 69.500 (praticamente il doppio) per gli uomini. “Negli ultimi anni – ha aggiunto Mingardi – il reddito è precipitato del 20% su scala nazionale e a Piacenza addirittura del 40%”.

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