Cascina San Savino cade a pezzi, almeno 5 milioni per il recupero

07 Marzo 2015

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Albergo di lusso? Polo del gusto e delle eccellenze enogastronomiche piacentine? Per ora no. Per adesso solamente un rudere che cade a pezzi e che è ormai in uno stato che rende difficile e molto costoso il suo recupero. Pare, infatti, che ci vogliano almeno 5 milioni di euro per riportare agli antichi splendori Cascina San Savino, via Caorsana, a due passi dal quartiere fieristico. Da anni si discute sulla sua possibile destinazione, la Camera di commercio si era fatta carico di lanciare un progetto a cui però non aveva risposto alcun privato. E oggi questo complesso, che ospitava una corte agricola, rappresenta il peggior biglietto da visita per chi arriva a Piacenza Expo.

“Mi piange il cuore a vedere questo gioiellino ridotto così – afferma Giuseppe Poggi, residente di Le Mose e parente degli ultimi inquilini di Cascina San Savino – anche perché nel corso degli anni abbiamo sentito molte idee, ma mai nessuna si è concretizzata. Ora il degrado è assoluto, è stato rubato tutto ciò che si poteva rivendere, c’è eternit in condizioni poco sicure e i tetti pericolanti spesso fanno cadere materiale anche sulla carreggiata di via Caorsana. Prima era rifugio per i senza tetto, oggi neppure loro ci vanno più perché temono di essere schiacciati da un crollo”.

Una situazione che il vicesindaco Francesco Timpano conosce bene: “Purtroppo le iniziative come quella della Camera di commercio per il recupero dell’immobile di proprietà comunale non sono andate a buon fine, complice anche la crisi che blocca gli indispensabili investimenti dei privati. Abbiamo in mente un nuovo progetto, che stiamo predisponendo, tenendo presente però che resta il nodo delle risorse per realizzarlo”.

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