Benito, 91 anni di San Pedretto. Da otto decenni lavora la sua terra: ” Non smetterò mai”

18 Gennaio 2018

In questo periodo ogni mattina, nebbia o non nebbia, si alza alle sei per controllare se i semi sono ben piantati o distanziati correttamente l’uno dall’altro. Prende la zappa e comincia a lavorare.

Benito Sartori, 91 anni di San Pedretto, piccola frazione a cavallo dei comuni di Monticelli e Castelvetro Piacentino, lavora la terra da quando ne ha 10.

“Mi piaceva andare a scuola, ma mia madre, con cinque figli da sfamare, non mi fece proseguire oltre la quinta elementare – racconta Benito, occhi azzurri, cappello in testa e ancora un fisico tonico e asciutto – Quindi cominciai a lavorare nei campi e nella piccola stalla di famiglia”.

Centoventi pertiche di ortaggi e qualche vacca erano il tesoro da mantenere e sfruttare per il giovane Benito che, poco a poco, vede i fratelli andare via alla ricerca di un futuro migliore e meno duro: “Ero rimasto solo con mia mamma a portare avanti l’azienda, ma non mi lamentavo perché col tempo, le cose migliorarono – ricorda con gli occhi umidi di commozione l’agricoltore di San Pedretto – Dopo la guerra, riuscii a comprarmi la Balilla. Le ragazze andavano matte per quell’auto forse anche perché ero l’unico nella zona ad averla”.

A trent’anni si sposa con Onorina; la compagna di una vita che le ha dato il regalo più bello: la figlia Giuliana. Ancora oggi, quando quest’ultima lo va a trovare e non lo trova in casa, dopo un attimo di panico, si tranquillizza perché sa che lo troverà con la zappa in mano, a lavorare nei campi. Onorina l’ha lasciato un anno fa dopo una brevissima malattia: “Niente è più lo stesso” sussurra triste l’anziano agricoltore che, invece di abbattersi, mantiene una forza d’animo incredibile, lavorando e amando la sua terra, eterna amica che non lo abbandonerà mai.

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