Vittoria del 118

“Una partita per la vita”, a Bobbio emozioni nel ricordo di Michele Lizzori

22 giugno 2019

E’ tornata anche quest’anno “Una partita per la vita”, iniziativa promossa da Admo, Aido, Avis, Città di Bobbio e Oratorio San G.Bosco in collaborazione con l’Azienda Usl di Piacenza.

A Bobbio si è svolto in memoria di Michele Lizzori un triangolare di calcio con la “Nazionale italiana calcio trapiantati”, una rappresentativa del 118 (poi vincitrice) e una squadra di amministratori locali. L’evento ha visto anche un momento di informazione sulla donazione di organi, tessuti e cellule e sull’attività di trapianto che si svolgono a Piacenza.

Il calcio d’inizio del triangolare è stato affidato, come da tradizione, al direttore generale dell’Ausl Luca Baldino. Ma oltre all’esempio e al coraggio di chi ha affrontato un trapianto la giornata ha avuto un significato ancora più particolare: è stato infatti presentato nella sala conferenze del Comune di Bobbio il libro “Michele… la vita è bella… sempre”, edizioni Costa. Settanta pagine di testimonianze su quanto in vita abbia seminato il vicepresidente di Aido Michele Lizzori. Pensieri e riflessioni inviati al parroco di Niviano don Pier Luigi Boracco, che all’ultimo saluto a “Miki”, nel gennaio dello scorso anno, aveva detto sull’altare della chiesa gremita di gente, di abbracci, di lacrime: “C’è chi ha un corpo da atleta, certo, ma non serve per essere santi. Il corpo di Michele poteva parlare poco, ma la sua anima sì. Non voglio che il suo esempio vada disperso”.

Il libro, il cui ricavato sarà devoluto ad Aido interamente, è stato presentato dopo al convegno sul tema della donazione di organi, tessuti e cellule.

Don Pierluigi Boracco, parroco di Niviano, ha detto che “donare deve essere un dovere, anzi dovrebbe essere previsto dalla legge, perché chi può aiutare gli altri lo deve fare”. Tra le testimonianze anche quella del trapiantato Silvio Maccacaro, della Nazionale: “Oggi vivo per due, per me e per il mio donatore, e so che un giorno in Cielo gli stringerò la mano e gli dirò che ho fatto del mio meglio per vivere anche per lui”.

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