Arrestato per 'ndrangheta

Caruso si è dimesso dal consiglio comunale. Lui e il fratello si avvalgono della facoltà di non rispondere

27 giugno 2019

Giuseppe Caruso si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia avvenuto questa mattina nel carcere di Piacenza, dove si trova rinchiuso da martedì mattina. Stesso comportamento da parte del fratello Albino, finito in manette assieme a lui.
Il presidente del consiglio comunale, difeso al pari del fratello dagli avvocati Luigi Salice e Romina Cattivelli e finito in manette assieme al fratello Albino e ad altre 14 persone accusate di fare parte di una cosca di ‘ndrangheta che operava tra le province di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, è considerato dagli inquirenti  una figura di spicco dell’organizzazione e deve rispondere di varie ipotesi di reato, tra cui associazione di stampo mafioso, estorsione, tentata estorsione e truffa. L’indagine è coordinata dalla Procura di Bologna.

Giuseppe Caruso ha inoltre firmato e fatto pervenire agli uffici di Palazzo Mercanti le dimissioni da consigliere comunale (e di conseguenza da presidente dell’aula), indispensabili per sbloccare la situazione che si era creata con suo arresto. Gli investigatori hanno più volte ribadito che le presunte attività illecite, tutte riferite al 2015, non hanno mai avuto alcun legame con la sua attività amministrativa e politica, in particolare con Fratelli d’Italia di cui era candidato.
Al suo posto subentrerà in consiglio comunale il primo dei non eletti di Fdi, Carlo Cerretti. Il ruolo di presidente dell’aula sarà preso nella seduta di lunedì dal vice Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle), in attesa dell’elezione del nuovo presidente.

 

 

 

 

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