Accuse di violenza sessuale

Ci sarebbe anche un minore tra le presunte vittime di Don Segalini. Lui resta in silenzio

14 agosto 2019

Vi sarebbe anche un minorenne fra le presunte vittime delle molestie sessuali dell’ex parroco di San Giuseppe Operaio, Don Segalini. Quando la squadra mobile ha avviato la sua inchiesta, alcuni mesi fa, la presunta vittima aveva già raggiunto la maggiore età, ma all’epoca dei fatti sarebbe stata minorenne. Il condizionale in merito a questa vicenda è d’obbligo in quanto sulle indagini della mobile diretta da Serena Pieri e coordinate dal pm Emilio Pisante vige il più stretto riserbo. Vi sarebbe quindi un’aggravante per quanto riguarda l’accusa di violenza sessuale di cui è chiamato a rispondere don Stefano Segalini.

Il minore avrebbe taciuto per lungo tempo e soltanto la scorsa primavera, quando altre presunte vittime si sono fatte avanti, avrebbe trovato il coraggio di raccontare anche la sua storia. Una decina sono le persone che, al momento, hanno raccontato approcci da parte del parroco, che a loro dire sarebbero stati poco chiari. La polizia ha motivo di sospettare che le vittime potrebbero essere anche di più. I motivi per cui alcuni avrebbero preferito tacere potrebbero essere legati alla vergogna ma anche al presunto utilizzo di sostanze che sarebbero state somministrate dal parroco e che avrebbero contribuito a stordire le presunte vittime, con conseguenti vuoti di memoria. Anche su questo aspetto della vicenda sono in corso accertamenti.

Per il momento don Segalini, sentito dal gip di Verbania la scorsa settimana, si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’interrogatorio di garanzia è avvenuto in questa città perché il prete si trova agli arresti domiciliari presso una struttura religiosa che si trova sul lago Maggiore.

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