“I contagi sono sottostimati. Avanti con le visite casa per casa”. Intervista al virologo Burioni

02 Aprile 2020

Non azzarda alcuna previsione sul dopo virus: “Non ci sono strumenti per fare pronostici”. Ma una certezza ce l’ha: “In futuro scopriremo che i contagi e forse persino i decessi da Covid-19, in realtà, sono stati molti di più”. Il virologo Roberto Burioni, docente dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è stato uno dei primi a lanciare l’allarme Coronavirus.

Il Viminale ha deciso di consentire le passeggiate genitori-figli. Una direttiva che però non trova effetto nella provincia piacentina, dove i sindaci hanno chiesto alla cittadinanza di non vanificare i sacrifici fatti finora. Qual è la strada giusta?
“Sono un virologo, non intervengo su questi argomenti. Bisogna semplicemente distinguere ciò che è indispensabile o meno, limitando il più possibile i contatti con le persone. Le relazioni umane rappresentano la via primaria attraverso cui si diffonde il virus. Come evitarle lo decide la politica”.

Burioni, lei è una voce autorevole sui temi più dibattuti in questo periodo segnato dall’allerta sanitaria. Perché Piacenza sta pagando un prezzo così alto?
“Va premesso che Piacenza ha un’assistenza sanitaria di prim’ordine. La vicinanza geografica con la Lombardia, senza dubbio, è stata determinante. Basta pensare ai facili spostamenti dal Lodigiano al vostro territorio. E il virus si trasmette proprio così, attraverso gli esseri umani”.

Piacenza ha un’incidenza di morti da Coronavirus sulla popolazione totale più o meno pari a quella di Bergamo.
“Credo che le stime di oggi verranno rimesse in discussione. Nelle fasi concitate dell’epidemia, infatti, molte persone colpite dal Covid-19 sono guarite a casa senza nessuna diagnosi. In futuro si potrà determinare con precisione la reale entità della malattia, cercando gli anticorpi nel sangue dei pazienti. I numeri sono ben superiori”.

C’è una sottostima anche di vittime del Coronavirus?
“Non mi stupirebbe se alcuni soggetti fossero morti a casa in assenza di qualsiasi esame”.

L’Ausl di Piacenza ha avviato le cure a domicilio in maniera sistematica a partire da mercoledì scorso, 25 marzo. È un metodo proficuo?
“Certo, è un’ottima iniziativa. Già prima che cominciasse l’epidemia avevo sottolineato l’efficacia degli interventi casa per casa, utili a evitare l’arrivo dei pazienti in pronto soccorso”.

Sono partiti però un mese dopo i primi contagi accertati dall’ospedale. Troppo tardi?
“No, dall’8 marzo comunque sono state attuate ordinanze severe”.

Che ruolo giocano gli asintomatici?
“Danno un contributo importante alla diffusione del virus. Di fronte alla minima difficoltà respiratoria occorre mettersi in isolamento”.

Umanamente, cosa l’ha colpita di più?
“Le nostre vite sono state sconvolte nell’arco di due settimane, come mai accaduto dalla seconda guerra mondiale ad oggi. Tutto ciò dimostra che siamo immersi nella natura. E con la natura dobbiamo fare i conti, sempre”.

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