Testimonianze

“Disoccupati a causa dell’emergenza, pronti a lavorare nei campi agricoli”

23 aprile 2020

Avrebbe dovuto iniziare a lavorare in un’agenzia immobiliare a marzo, ma l’emergenza coronavirus ha scompigliato le carte in tavola: “L’impresa ha annullato il contratto di tirocinio già pronto. Per colpa dell’epidemia sono rimasta senza una prospettiva”. Cindy Duò è una ragazza piacentina di vent’anni, che convive con il suo moroso e sta provando a costruirsi un futuro stabile. La crisi sanitaria ed economica, senza dubbio, non l’ha aiutata: e lei, come tante altre persone più o meno giovani, sta guardando con interesse alla domanda stagionale di braccianti agricoli.

“Purtroppo – ricorda Cindy – quando mancava ormai una settimana al primo giorno di lavoro nell’agenzia immobiliare, l’accordo è stato bloccato”. Ma la giovane non si è data per vinta: “Nelle scorse settimane, ho cercato altre offerte e mi sono candidata per un posto in un supermercato. Ho svolto il corso di sicurezza e avrei dovuto cominciare a breve. Dovevo solo concludere l’ultimo passaggio: la visita medica. A causa delle nuove limitazioni anti-contagio, però, l’azienda ha sospeso la mia assunzione per motivi burocratici. Ad oggi, insomma, non ho ancora trovato nulla”. Anche Milena Ziliani è stata travolta da una “doccia fredda” professionale nel mezzo dell’allerta da coronavirus: “Il 29 marzo, il mio contratto a termine con un’attività di merceria ambulante non è stato rinnovato in seguito al blocco dei mercati dettato dall’emergenza Covid-19. Questa situazione ha messo seriamente in crisi la ditta, quindi non ho alcuna certezza nemmeno sul futuro. Ho già inviato decine di curriculum in città e provincia… Ma ho 52 anni e l’età non mi aiuta. Sono pronta a rimboccarmi le maniche anche come manodopera nel comparto agricolo». Un’altra piacentina coetanea racconta la sua esperienza in maniera anonima: «Sono divorziata e ho un figlio di diciott’anni. Lavoro in una mensa scolastica e sono stata messa in cassa integrazione con l’80 percento dello stipendio. Si tratta di una retribuzione davvero bassa, perciò ho un bisogno assoluto di ulteriori entrate. Mi sono candidata per le campagne agricole”.

“UN CONTRATTO AGRICOLO SAREBBE UNA SALVEZZA” – Contratti a termine, lavoretti saltuari e accordi di tirocinio formativo nonostante l’età già avanzata. Nella sua “corsa” verso una tanto agognata sicurezza economica, la 58enne Antonella Senti si è trovata – e tuttora si trova – di fronte a un ostacolo dopo l’altro. L’ultima batosta è arrivata allo scoppio dell’emergenza coronavirus: “Lavoravo come commessa in un forno in provincia. Avevo un contratto a tempo determinato, della durata di un mese per sei euro all’ora. A causa dell’epidemia – spiega con rammarico – i bar della zona hanno chiuso e l’attività è entrata in crisi per i mancati rifornimenti. Il titolare mi ha lasciato a casa perché temeva di non riuscire più a pagarmi. Ora spero di trovare un posto nel settore agricolo, sarebbe una salvezza”.

IL PORTALE “AGRI JOB” – Sono già 75 le persone in cerca di lavoro a Piacenza che si sono affidate ad Agrijob, il servizio di intermediazione tra domanda e offerta messo a disposizione da Confagricoltura – autorizzata dalle autorità – per le proprie imprese associate e tutti coloro che aspirano a ottenere un contratto nel comparto. Il funzionamento è semplice: il lavoratore compila il modulo che trova su www.confagricoltura.it, indicando la provincia di interesse. Anche le imprese possono usare la piattaforma, pubblicando le offerte per essere così intercettate dai candidati della propria area geografica. L’associazione di categoria intende così fornire una prima risposta utile in un momento cruciale per le attività agricole: i referenti nazionali della sigla di rappresentanza hanno infatti sollecitato l’introduzione di uno strumento normativo agile e immediato per impiegare, esclusivamente in questa fase emergenziale, le persone inoccupate o che percepiscono sussidi.

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