Il rapporto ufficiale: “A marzo +264% di morti a Piacenza”. E 262 decessi in più senza spiegazione

04 Maggio 2020

Istat e Istituto superiore di Sanità hanno pubblicato il rapporto congiunto “Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente primo trimestre 2020” (IL RAPPORTO DI ISTAT E ISTITUTO SUPERIORE SANITA’), da cui emerge ancora una volta la drammatica situazione ha investito il territorio di Piacenza.
Basti pensare che, secondo i numeri ufficiali, nel mese di marzo 2020 la nostra provincia ha visto un incremento dei decessi del 264% rispetto alla media dei mesi di marzo 2015-2019.
Non solo: nel periodo 20 febbraio-31 marzo 2020 nella nostra provincia si sono spente 1.250 persone, di cui 572 sicuramente per Covid. Restano quindi da definire le cause per le altre 678. Considerata che la media nello stesso periodo 2015-2019 è di 416 morti, significa che c’è un eccesso di 262 decessi, che sono facilmente attribuibili al Coronavirus.

IL RAPPORTO NAZIONALE
Considerando il mese di marzo, il rapporto osserva a livello medio nazionale una crescita del 49,4% dei decessi per il complesso delle cause. Se si assume come riferimento il periodo che va dal primo decesso Covid-19 riportato al Sistema di Sorveglianza integrata (20 febbraio) fino al 31 marzo, i decessi passano da 65.592 (media periodo 2015-2019) a 90.946, nel 2020. L’eccesso dei decessi è di 25.354 unità, di questi il 54% è costituito dai morti diagnosticati Covid-19 (13.710). A causa della forte concentrazione del fenomeno in alcune aree del Paese, i dati riferiti a livello medio nazionale “appiattiscono” la dimensione dell’impatto della epidemia di Covid-19 sulla mortalità totale.

Il 91% dell’eccesso di mortalità riscontrato a livello medio nazionale nel mese di marzo 2020 si concentra nelle aree ad alta diffusione dell’epidemia: 3.271 comuni, 37 province del Nord più Pesaro e Urbino. Nell’insieme di queste province, i decessi per il complesso delle cause sono più che raddoppiati rispetto alla media 2015-2019 del mese di marzo. Se si considera il periodo dal 20 febbraio al 31 marzo, i decessi sono passati da 26.218 a 49.351 (+ 23.133 ); poco più della metà di questo aumento (52%) è costituita dai morti riportati al Sistema di Sorveglianza Integrata Covid-19 (12.156). All’interno di questo raggruppamento le province più colpite dall’epidemia hanno pagato un prezzo altissimo in vite umane, con incrementi percentuali dei decessi nel mese di marzo 2020, rispetto al marzo 2015-2019, a tre cifre: Bergamo (568%), Cremona (391%), Lodi (371%), Brescia (291%), Piacenza (264%), Parma (208%), Lecco (174%), Pavia (133%), Mantova (122%), Pesaro e Urbino (120%).

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