Recuperate quattro statue dello scultore Cybei rubate alla chiesa di San Lazzaro nel 1996

29 Maggio 2020

Quattro statue in marmo trafugate nel dicembre 1996 dalla chiesa di San Lazzaro a Piacenza sono state recuperate dai carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio culturale di Bologna.
Le opere erano state presentate all’Ufficio esportazione della Soprintendenza Belle arti e paesaggio di Firenze per il rilascio dell’attestato di libera circolazione ma, in base agli accertamenti effettuati nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, è emerso che risultavano oggetto di un furto avvenuto 23 anni prima. Il bottino comprendeva altre due statue.

Secondo quanto è stato possibile riscontrare dai militari, le opere furono realizzate nel 1753 da Don Giovanni Antonio Cybei, scultore carrarese che a metà del ‘700 fu attivo anche per la corte borbonica di Parma. L’originale gruppo scultoreo, posto ad ornamento del Mausoleo del Cardinale Giulio Alberoni, comprendeva le statue allegoriche della Fortezza, della Prudenza, della Fede e della Carità, nonché due angeli reggi fiaccola, lo stemma ed il ritratto del defunto.
Nei prossimi mesi i beni saranno restituiti alla pubblica fruizione con la loro ricollocazione all’interno della struttura ecclesiastica.

I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Bologna hanno reso noto il bilancio del 2019: oltre 1478 sono stati i beni controllati nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC di Roma: si tratta, principalmente, di opere d’arte poste in vendita da privati attraverso case d’aste o siti internet e collezioni di reperti di interesse archeologico.

Nell’ambito dell’attività tre persone sono state arrestate e 51 denunciate poiché responsabili di aver violato le norme del codice penale e quelle che tutelano il patrimonio culturale nazionale: nella maggior parte dei casi si tratta di reati di furto, ricettazione, contraffazione di opere d’arte ed in danno del paesaggio.
Le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di recuperare e sequestrare 2.341 beni, di cui 821 di tipo antiquariale, archivistico e librario, 2 reperti paleontologici e 1.518 reperti archeologici, nonché 113 opere d’arte contraffatte, per un valore economico stimato in  3.241.000 euro per i primi e 13.891.000 euro per i secondi.

Nel bilancio delle attività del 2019 si inserisce anche il ritrovamento del Klimt rubato a Piacenza nel 1997. Il Nucleo TPC di Bologna, delegato dalla Procura della Repubblica piacentina, è stato impegnato con la Squadra Mobile della questura di Piacenza, nella complessa attività di indagine finalizzata a chiarire le circostanze connesse al rinvenimento del dipinto “Ritratto di Signora” avvenuto a Piacenza il 10 dicembre 2019, e provento del furto commesso nel mese di febbraio 1997 ai danni della Galleria Ricci Oddi. L’esito della consulenza disposta dal pm sull’autenticità del bene recuperato è stato reso noto in occasione della conferenza stampa del 17 gennaio 2020. Sono poi proseguite ulteriori attività tecniche con l’ausilio di personale specializzato del Reparto Carabinieri Investigazione Scientifiche di Parma.

Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale COMUNICATO STAMPA

 

 

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