Le statue trafugate tornano nella chiesa di San Lazzaro: “Bloccata l’esportazione”

09 Aprile 2021

Le “virtù” e i putti settecenteschi del mausoleo del cardinale Alberoni tornano a casa, nella chiesa di San Lazzaro, dopo venticinque anni. Le statue, in marmo bianco, erano state rubate nel 1996: oggi (9 aprile) sono state ricollocate nella parrocchia di via Emilia Parmense. A ritrovarle, nei mesi scorsi, sono stati i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Bologna. Il gruppo scultoreo riconsegnato alla collettività consiste in due rappresentazioni allegoriche di Carità e Prudenza, oltreché due angeli reggi fiaccola. Originariamente, c’erano anche le “virtù” della Fortezza e della Fede.

“Siamo dunque a due terzi dell’impresa – dichiara il presidente dell’Opera Pia Alberoni Giorgio Braghieri – ci aspettiamo di avere in restituzione anche le altre due opere mancanti. Quelle ritrovate sono già state richieste per una mostra sull’autore Giovanni Antonio Cybei, rinviata a causa del Covid”.

Ad accorgersi del furto, nel 1996, fu monsignor Pietro Bulla: “Trovai il portone della chiesa accostato, senza il catenaccio – ricorda il prete – la sera precedente avevo finito tardi le confessioni, al mattino mi accorsi che mancavano le opere del mausoleo. Sentii un tonfo al cuore, tra lo smarrimento e l’impotenza”.

Adesso le statue hanno potuto fare ritorno a Piacenza grazie alle indagini dei militari: “Il gruppo scultoreo è stato bloccato prima che andasse all’estero – spiega il colonnello Giuseppe De Gori -. Alla fine del 2018 l’ufficio per l’esportazione della soprintendenza di Firenze aveva ricevuto la richiesta di libera circolazione per vendere le opere fuori dai confini nazionali, da parte di un antiquario lombardo. Gli accertamenti hanno permesso di individuare i beni rubati nel 1996, impedendone l’esportazione e procedendo con il dissequestro. Nel corso del tempo, le statue sono passate tra le mani di diversi antiquari, dalla Lombardia a Parma fino al Piemonte. Anche per motivi anagrafici, però, le indagini sono state interrotte. Ciò che conta, oggi, è la possibilità di restituire alla collettività questo importante patrimonio”.

COLLOCAZIONE – All’ingresso della chiesa di San Lazzaro, la prima cappella sulla sinistra è interamente dedicata al cardinale Giulio Alberoni e occupata dal suo mausoleo, commissionato dagli esecutori testamentari all’indomani della sua scomparsa e posto in opera due anni più tardi, nel 1754. Si tratta di un grande monumento, di gusto ancora rococò, nel quale il marmo nero di Valencia, il giallo antico e il “verde Pradovera”, lavorati dagli scalpellini Dionisio Antonio Rossi e Angelo Dorini (autori anche della balaustra in marmi rosa e nero con cancello in legno di noce traforato e intagliato) contrastano con il bianco del marmo di Carrara delle sculture realizzate da don Giovanni Cybei (Carrara, 1706-1784), importante artista attivo in quegli anni anche per la corte borbonica di Parma. Lo scultore realizzò per il mausoleo due splendidi angeli e quattro figure allegoriche (Fortezza, Prudenza, Fede e Carità) oltre al busto del cardinale e al suo stemma. Le quattro figure femminili simboleggiano le virtù che caratterizzarono la lunga e operosa vita di Alberoni: solo due di queste, però, sono state ritrovate dai carabinieri. Almeno, per ora.

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