Marta Faccini

“Il rientro in aula e la laurea: quei momenti senza mio padre, ucciso dal Covid”

17 settembre 2020

“Mi parlava del futuro. Mi diceva di impegnarmi a trovare ciò che mi avrebbe appagato davvero”. Certe parole restano scolpite nell’anima. La studentessa piacentina Marta Faccini, 22 anni, ne ha avuto la prova in questi giorni: al rientro in università, inevitabilmente, è stata travolta dal ricordo di suo padre Fabio, ucciso dal Covid lo scorso 8 aprile. “A ottobre mi laureerò alla triennale – sospira la ragazza – sarebbe stato uno splendido momento da festeggiare insieme”. Ma il Coronavirus ha stroncato la vita di papà Fabio, deceduto all’ospedale di Amburgo all’età di 57 anni.

Faccini era un professore di elettrotecnica e, per oltre un decennio, aveva guidato l’Avis di Cortemaggiore. Si era ammalato all’apice della pandemia: prima il ricovero all’ospedale di Cremona, dopodiché il trasferimento in Germania a bordo di un aereo. Per poi fare ritorno in un’urna cineraria trasportata da un corriere (pure con qualche difficoltà lungo il tragitto). Non c’è dolore più grande: “L’ultimo periodo senza di lui è stato complicato – racconta Marta – vivo fuori sede a Milano, di recente ho cambiato casa. Scegliere la nuova abitazione da sola è stata dura, mi ha fatto ripensare a quando condividevamo questi attimi”.

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