Monsignor Cevolotto ordinato vescovo. Domani il saluto di Ambrosio

26 Settembre 2020

“Essere nominati vescovo non è un premio, ma il privilegio di essere associati al dono totale di sé compiuto da Gesù Cristo” sono le parole di monsignor Gianfranco Agostino Gardin, vescovo emerito di Treviso, pronunciate durante la cerimonia di ordinazione a vescovo di monsignor Adriano Cevolotto, il cui insediamento come nuova guida spirituale della Diocesi di Piacenza-Bobbio è previsto per l’11 ottobre.

“Come Abramo sei chiamato a lasciare la tua terra, dove hai maturato la fede e la vocazione in 36 anni di sevizio – ha proseguito mons. Gardin -, e ora sei chiamato a svolgere il servizio pastorale nella diocesi di Piacenza-Bobbio: noi saremo con te”. Parole confermate dalla seconda lettura della celebrazione eucaristica, tratte dalla seconda lettera di San Paolo a Timoteo, nella quale l’apostolo dei Gentili lo esorta a non vergognarsi di dare testimonianza del Vangelo e di “ravvivare il dono di Dio che è in te mediante l’imposizione delle mie mani”. Particolarmente significativo il Vangelo, tratto da una pagina di Luca particolarmente cara a mons. Cevolotto, nella quale Gesù invita i discepoli a riprendere il mare: “Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca”. Una frase ripresa anche nello stemma episcopale.

“Ora sei chiamato a qualcosa di più – ha detto il vescovo della diocesi trevigiana, Michele Tomasi -, devi fidarti ancora di più del Signore. Dovrai essere prima di tutto e sempre con Lui”.

La cerimonia è proseguita con le domande e le promesse episcopali, la litania dei santi, nella quale sono stati invocati anche i santi patroni e i beati piacentini e successivamente con la fase centrale dell’ordinazione: l’imposizione delle mani da parte dei vescovi presenti, l’imposizione del libro dei Vangeli, e quindi la preghiera di consacrazione. Sono seguiti i riti esplicativi della missione di vescovo: l’unzione crismale, che richiama il Salmo 132; la consegna del libro dei Vangeli, deposito della fede; la consegna dell’anello, simbolo di fedeltà alla sposa, la Chiesa; la consegna della mitria, simbolo di condotta di vita esemplare, la consegna del bastone pastorale, che rappresenta autorità e guida del vescovo. La solennità del momento è stata stemperata dall’applauso dell’assemblea, seguito dall’abbraccio dei vescovi presenti al nuovo episcopo, invitato a sedere sul presbiterio.
La celebrazione è quindi proseguita secondo il canone eucaristico.

LA CELEBRAZIONE – La celebrazione è iniziata alle 10 nel tempio di San Nicolò a Treviso ed è presieduta dal vescovo della diocesi trevigiana, Michele Tomasi; consacranti saranno monsignor Gianni Ambrosio, amministratore apostolico della Diocesi di Piacenza-Bobbio e l’arcivescovo di Modena monsignor Elio Castellucci. Alla celebrazione partecipano 100 piacentini partiti questa mattina all’alba in pullman.

DIRETTA TV – La celebrazione è trasmessa in diretta dalle ore 10 su Telelibertà, su Telepace e sul sito della Diocesi di Piacenza-Bobbio.

IL SALUTO DI GIANNI AMBROSIO ALLA DIOCESI DI PIACENZA-BOBBIO – Domani pomeriggio alle 16.30 in Cattedrale a Piacenza è in programma il saluto a monsignor Gianni Ambrosio che dal febbraio 2008 era alla guida della Diocesi di Piacenza-Bobbio. In base alle normative anti Covid, in Duomo potranno entrare 500 persone (350 oltre alle autorità) mentre altre 150 avranno accesso ai chiostri dove verrà allestito un maxischermo. All’esterno sarà presente un punto medico, all’ingresso sarà rilevata la temperatura. Anche in questo caso la celebrazione verrà trasmessa in diretta su Telelibertà a partire dalle 16.30 e sul sito della Diocesi di Piacenza-Bobbio.

L’introduzione del vescovo emerito di Treviso mons. Gardin

L’omelia del vescovo di Treviso mons. Tomasi

Il saluto di mons. Magnani

Il messaggi dei vescovi e delle autorità

L’ntervento finale di mons. Adriano Cevolotto

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