Ecce Homo esposto in centro storico a Piacenza: “Opportunità eccezionale”

28 Novembre 2020

“Un’eccezionale opportunità per godere dell’arte in un periodo difficile”. Così Lorenza Bonaccorsi, sottosegretario del ministero ai beni culturali, ha definito l’ostensione dell’Ecce Homo inaugurata oggi pomeriggio (28 novembre) nella nostra città. Il capolavoro di Antonello da Messina, realizzato nel 1475, è esposto nel salone di palazzo Galli, grazie a un evento promosso dalla Banca di Piacenza e dall’Opera Pia Alberoni. La tavoletta raffigurante Cristo legato alla colonna dai soldati romani può quindi essere ammirata a Piacenza al di fuori del collegio di via Emilia Parmense. L’ostensione si svolge nell’ambito dello spostamento dell’opera per alcuni lavori di restauro. Gli organizzatori propongono ben venti manifestazioni, fra cui l’apertura della Salita al Pordenone, un concerto in Santa Maria di Campagna, un reading teatrale, la presentazione di un libro sull’Ecce Homo e non solo.

Presente al taglio del nastro – nella stessa giornata del ritorno del Klimt alla Ricci Oddi – anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi, che si è soffermato sul dettaglio degli “occhi azzurri, profondi e lontani del Cristo di Antonello da Messina”. Secondo Giorgio Braghieri, presidente dell’Opera Pia Alberoni, “l’Ecce Homo rappresenta il dolore collettivo vissuto anche dal nostro territorio alla fine di un anno drammatico”. Il senatore Riccardo Nencini ha sottolineato i tratti principali di questa opera, come “lo sguardo trafitto dal dolore, sprofondato nella delusione, che sembra quasi invocare pietà”.

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