Processo Esposito, accolte cinque parti civili. Chiesti i domiciliari

28 Gennaio 2021

Nuova udienza per il processo all’appuntato Angelo Esposito, il carabiniere della caserma Levante che ha scelto il rito ordinario e non quello abbreviato come hanno fatto i suoi cinque colleghi. Gli arresti che hanno fatto seguito all’inchiesta Odysseus risalgono al 22 luglio 2020. Il collegio giudicante presieduto dal presidente del Tribunale Stefano Brusati, oggi giovedì 28 gennaio, ha accettato le richieste di costituzione di parte civile da parte di due cittadini stranieri, del’Arma dei Carabinieri, del Silca (Sindacato italiano lavoratori carabinieri) e del Pdm (Partito tutela dei diritti dei militari). Respinte invece le richieste di responsabilità civile per il ministero dell’Interno e per quello della Difesa.

Durante l’udienza, gli arresti domiciliari per ragioni di salute, sono stati richiesti per Esposito dagli avvocati difensori Pierpaolo Rivello e Maria Paola Marro. Accusato di spaccio, tortura e falso, l’appuntato che si è sempre dichiarato innocente, si trova rinchiuso al carcere di Pavia.

“Sta vivendo molto male questa situazione – ha spiegato l’avvocato Maria Paola Marro -. È in carcere da sei mesi. Si trova con altri detenuti e non può dire che è un carabiniere perché teme ritorsioni, ha chiesto almeno di andare in una sezione specializzata per le forze dell’ordine. Non può nemmeno leggere le lettere della moglie. Non ha la serenità necessaria per affrontare un processo”.
In aula i pubblici ministeri Matteo Centini e Antonio Colonna si sono opposti alla richiesta dicendo che il collegio si era già espresso in precedenza.

Nella prossima udienza, il 18 febbraio, verrà conferito l’incarico a un perito per la traduzione delle trascrizioni delle intercettazioni ambientali e telefoniche.

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