Baristi e ristoratori in coro dopo il ritorno in zona arancione: “Così non è lavorare, è un disastro”

22 Febbraio 2021

“Non se ne può proprio più”. Rosalba Savi saluta così questa nuova domenica in arancione. Non è la sola a pensarla così: questa domenica arancione di fine febbraio viene accolta con fastidio da tutti. Da baristi e ristoratori in primis che per l’ennesima volta si trovano con le dispense piene e i tavoli vuoti; ma anche dai cittadini che, illusi da un paio di settimane di pseudo-normalità, fanno fatica a fare un passo indietro.

“Lavorare così non è lavorare – spiega la barista Rachele Tizzoni – sono già stufa”. In via Tibini, Matteo Castignoli e Milva Balvoni preparano le borse con picula e tortelli da asporto: “Un po’ di clienti li abbiamo sempre di domenica, ma avevamo fatto il pieno di prenotazioni in presenza” fanno notare.

Dall’altra parte della città Patrizia Baccini ed Elisa Segalini stanno dietro il bancone del loro ristorante: è accesa solo la luce della cucina. “Sabato è andata bene – spiegano – domenica avevamo il locale pieno. Abbiamo dovuto disdire tutte le prenotazioni e chi aveva prenotato non ha preso nulla da asporto”.

Al bar di Davide Rossi, sullo Stradone Farnese, gli irriducibili della partita si guardano con un po’ di smarrimento: “È un disastro così, lavoriamo al 25 per cento” è il commento sconsolato del barista.

IL SERVIZIO COMPLETO DI ELISABETTA PARABOSCHI SU LIBERTA’ IN EDICOLA

© Copyright 2021 Editoriale Libertà