Nuovo vaccino Reithera, i volontari piacentini: “Lo faccio per me e per l’Italia”

10 Aprile 2021

Ci vuole coraggio per farsi iniettare una dose di vaccino in via di sperimentazione. E c’è chi ne ha, insieme a un ingrediente dal sapore unico, l’ottimismo. Angelo e Sara, li chiameremo così, appartengono alla schiera di una quarantina di volontari ai quali è stata già somministrata in ospedale una dose del vaccino tutto italiano Reithera il 2 aprile. Il 21 aprile è previsto il richiamo. Stanno bene, nessun effetto collaterale.

Le motivazioni? “Sono nazionalista, credo di fare una cosa buona per me e per l’Italia, ho molta fiducia nei giovani ricercatori” spiega Angelo, 68 anni, di Vigolo Marchese, motociclista dal cuore grande. Sara, 20 anni, studentessa universitaria, si vedeva davanti la possibilità di fare un normale vaccino fra gli ultimi, magari a fine anno, allora si è fatta avanti e si è candidata alla sperimentazione di Reithera. “Credo nella scienza, nella medicina. I no vax? Mi fanno cadere le braccia”. A loro il dottor Mauro Codeluppi, responsabile delle Malattie Infettive, ha chiesto di tenere un diario su eventuali sintomi.

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