“Siamo dei Casamonica, non ti paghiamo l’auto”: estorsione a un piacentino

13 Luglio 2021

All’inizio del 2020 sperava di vendere la sua Mercedes cabrio per avviare, con il ricavato, una piccola attività commerciale, senza però sapere che il suo annuncio su internet avrebbe attirato l’attenzione di una coppia di malviventi. Per un giovane di Castel San Giovanni è iniziato così un vero e proprio calvario.
Poche ore dopo la pubblicazione dell’avviso di vendita su un sito specializzato, il piacentino è stato contattato telefonicamente da un uomo dai modi gentili, residente nel Padovano, interessato all’acquisto.
All’incontro, fissato per concludere la compravendita, si sono presentati invece un uomo e una donna (rispettivamente di 26 e 27 anni), la quale affermava di essere titolare di una concessionaria di auto a Verona.
“Fin qui tutto sembrerebbe filare liscio – spiega la guardia di finanza di Piacenza – ma poi la vicenda ha iniziato a prendere una brutta piega: alla richiesta del giovane di ricevere quanto convenuto prima della firma del passaggio di proprietà, l’acquirente ha cambiato atteggiamento ed i suoi modi di fare sono diventati sempre più intimidatori fino alle esplicite minacce, forti, a loro dire della vicinanza alla nota famiglia Casamonica di Roma”.
A questo punto, temendo per la propria incolumità, il venditore ha firmato il passaggio di proprietà senza ricevere alcuna somma di denaro.
“Sempre sotto minaccia – proseguono le Fiamme gialle – è stato addirittura costretto ad inviare tramite WhatsApp, sul telefono del disonesto acquirente, un messaggio nel quale ha dovuto falsamente dichiarare che l’autovettura era stata venduta al prezzo di soli 3.600 euro in quanto presentava problemi al cambio ed al motore. In realtà, l’auto era perfettamente funzionante, così come del resto appurato successivamente da una perizia eseguita da un tecnico della casa madre”.
Nei giorni a seguire tutte le telefonate ed i messaggi che il piacentino ha inviato
all’acquirente, sollecitandolo a saldare il dovuto, non hanno sortito alcun effetto.

A questo punto, rendendosi conto che non sarebbe stato più in grado di gestire la
situazione da solo, ha deciso di denunciare l’accaduto ai finanzieri della Tenenza di Castel San Giovanni, che hanno iniziato ad indagare.
I militari hanno così scoperto che i due avevano diversi precedenti penali specifici e che, pochi giorni dopo, avevano già rivenduto l’auto ad un altro soggetto, residente ad Udine, ad un prezzo apparente di 3.900 euro.
Sotto la direzione della Procura della Repubblica di Venezia, le Fiamme gialle piacentine sono riuscite a rintracciare a Udine l’autovettura e, in collaborazione con i colleghi friulani, l’hanno sottoposta a sequestro.
“Al termine di accurate indagini svolte al fine di appurare se vi fosse stata complicità tra la coppia ed il nuovo proprietario – precisa la Finanza – l’auto è stata affidata in
giudiziale custodia al piacentino che, in questi giorni, è riuscito finalmente a portarla a
casa, in attesa del dissequestro definitivo”.
Tutti e tre i soggetti sono stati denunciati per estorsione e ricettazione ed ora rischiano una condanna sino a 6 anni di reclusione per il reato di ricettazione e sino a 10 anni per quello di estorsione. Gli stessi sono risultati tutti nullafacenti e completamente sconosciuti al fisco, compresa l’attività commerciale della donna che pure, come è stato accertato, ha movimentato negli ultimi 5 anni più di un milione e mezzo di euro in compravendite di auto, senza mai dichiarare alcunché al Fisco.

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