“A settembre classi-pollaio anche da 30 alunni: che ne è della sicurezza anti-Covid?”

27 Agosto 2021

Si avvicina la ripartenza della scuola e torna un problema annoso, ben evidente in periodo di pandemia: quello delle sezioni scolastiche troppo numerose. “A settembre mio figlio sarà in una classe terza di 29 studenti, insomma una classe-pollaio… Che ne è della sicurezza anti-Covid?”, dice la madre di uno studente dell’istituto Romagnosi di Piacenza. “Si richiama l’attenzione sulle precauzioni sanitarie contro il virus, ma anche quest’anno diverse aule saranno sovraffollate”, ripete il genitore. La dirigenza scolastica del Romagnosi fa sapere che ci sono alcuni gruppi al massimo da 30 alunni, “ma i locali sono adeguatamente grandi”.

Va detto, però, che le classi-pollaio rischiano di rappresentare un problema non solo per il fatidico metro di distanza anti-Covid, ma anche per la qualità delle lezioni. Ne è consapevole Raffaella Fumi, ormai ex preside del polo superiore Volta di Castelsangiovanni e dal 1° settembre in servizio proprio al Romagnosi di Piacenza: “Qui in Valtidone – spiega – per il prossimo anno scolastico abbiamo dovuto rifiutare le iscrizioni di una decina di ragazzi per evitare ulteriori sezioni-pollaio con oltre trenta studenti. Ci sono almeno sette classi, su 54 totali, che superano la soglia di 27-28 persone. Alla base – incalza Fumi – c’è il problema dell’organico ridotto, perché nel Piacentino il numero di docenti è rimasto uguale malgrado l’aumento di alunni complessivi”.

Secondo Mauro Monti, ancora per poco (fino al 31 agosto) preside dell’Isii Marconi in via IV Novembre, “le istituzioni dovrebbero mettere mano al criterio utilizzato per ripartire gli iscritti nelle aule. Adesso – chiarisce il dirigente – le sezioni vengono formate dividendo il totale degli studenti per 28, ed ecco quindi le famose classi-pollaio. Questo metodo va rivisto”.

Sulle aule sovraffollate, che destano preoccupazione per il Covid, ieri il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi ha fornito le cifre del fenomeno a livello nazionale: “Si tratta del 2,9 per cento delle classi, in particolare negli istituti tecnici delle grandi città”, specificando che le norme consentono un range di studenti minimo e massimo compreso tra 15 e 27.

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