“Testimone delle piccole comunità”: a Morfasso premiato Toni Capuozzo

06 Settembre 2021

Dalla mafia alle guerre, Toni Capuozzo, giornalista e scrittore, ha raccontato i principali fatti avvenuti in Italia e nel mondo dagli anni Ottanta ad oggi, ma ha anche saputo dar voce alle realtà più lontane dai riflettori. Per questo è stato premiato a Morfasso con il riconoscimento “Testimone delle piccole comunità” ideato dal team dell’Osteria Zia Valentina.

Prima della consegna del premio, l’inviato di guerra ha affascinato il pubblico con la stessa schiettezza, passione e onestà dei suoi servizi in tv, ma ancora prima per il suo abbigliamento: una tuta della nazionale di calcio afghana, contro cui il giornalista giocò amichevolmente a Kabul anni fa, in occasione di una partita benefica. “Me la diedero come premio per il miglior giocatore, probabilmente per compassione perché perdemmo 14 a 0 – scherza – Non l’avevo mai messa” ma lo ha fatto l’altro giorno, in solidarietà del popolo afghano. Quello che è successo ci ha insegnato una cosa: non c’è certezza, le cose possono andare peggio”. In una chiacchierata sincera, con il caporedattore di Libertà Giorgio Lambri, Capuozzo ha ripercorso i suoi inizi raccontando alcuni divertenti retroscena dell’intervista allo scrittore Jorge Luis Borges e ha presentato i suoi ultimi libri “Lettere da un Paese chiuso. Storie dall’Italia del coronavirus” e “Piccole patrie”.

Nella motivazione della prima edizione del premio “Testimone delle piccole comunità” si legge: “Toni Capuozzo ha avuto sempre un occhio attento e sensibile anche nei confronti delle comunità più piccole, dando loro voce con estrema onestà intellettuale, per rappresentare disagi e problematiche che ancora oggi rendono difficile la permanenza sui territori, soprattutto nelle zone più periferiche della nostra Italia”. Il premio consiste in una riproduzione in legno – fedele e artigianale – del campanile di Morfasso, consegnata dalla giornalista di Telelibertà Nicoletta Marenghi e dalla titolare dell’Osteria Zia Valentina, Luciana Tiramani.

“Toni Capuozzo con i suoi racconti televisivi e non, ci ha prestato occhi e cuore per viaggiare nelle aree più martoriate del pianeta, consentendoci di vivere drammi e speranze spesso proprio dei più deboli. – spiega Gian Francesco Tiramani di Morfasso TV, tra coloro che hanno lavorato alla realizzazione del simbolico campanile in legno – In particolar modo siamo grati per lo speciale dedicato alla realtà di Morfasso all’interno della puntata di “Terra!” andata in onda nell’aprile 2017”.

Non è la prima volta e nemmeno l’ultima, a Morfasso: “Nei piccoli paesini si è attori protagonisti, sul palco, non in platea come avviene spesso in città” ha concluso il giornalista.

 

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