Chiusura Fedex-Tnt, venerdì l’assemblea dei sindacati confederali con i facchini

29 Settembre 2021

Dopo la chiusura dello stabilimento Fedex-Tnt di Piacenza, oggi 265 lavoratori si trovano ancora in cassa integrazione. A preoccupare c’è però una data all’orizzonte: lo sblocco dei licenziamenti a partire dal 31 ottobre. Per questo i sindacati confederali provano a dare un’accelerata alle trattative per tutelare il fronte occupazionale, o quantomeno per salvare il salvabile: “Abbiamo raggiunto un’ipotesi di accordo con la multinazionale da sottoporre all’assemblea dei lavoratori”, spiegano Massimo Tarenchi (Cgil), Salvatore Buono (Cisl) e Costantine Craciunesco (Uil). “È chiaro, non è possibile accontentare tutti – puntualizzano – a fronte di 265 persone che sono rimaste a casa”.

La riunione con i facchini si terrà venerdì mattina a Calendasco, nel capannone confiscato alla mafia. Ecco i dettagli che saranno illustrati: “La nostra ipotesi di accordo, ad adesione volontaria, prevede la ricollocazione di 51 posizioni con un percorso di formazione ad hoc, negli stabilimenti di Bologna, Firenze e Ancona. Per gli altri, invece, ci sarà un incentivo economico all’esodo pari a circa 45mila euro per i lavoratori con un’anzianità in Fedex-Tnt superiore a dieci anni e 28.500 euro per quelli con un’anzianità inferiore a dieci anni“.

Ma le premesse non sono ottimali. Ieri il sindacato autonomo Si Cobas, in diretta tv alla trasmissione di La7 “L’aria che tira”, ha stracciato l’ipotesi di accordo appena siglata dai confederali. “Ognuno sceglie ciò che ritiene giusto – commenta il rappresentante della Cisl – purché non si mettano i lavoratori l’uno contro l’altro”.

“TNT TORNI A PIACENZA” – Cgil, Cisl e Uil si augurano inoltre che “Fedex-Tnt torni nella nostra città, un importante sede logistica. In questo caso – aggiungono – la multinazionale dovrebbe garantire l’assunzione prioritaria agli addetti lasciati a casa, dopo la chiusura dello stabilimento in via dei Dossarelli. Questo impegno è inserito nell’ipotesi di accordo. Lavoriamo con le istituzioni affinché l’azienda investa ancora sul territorio piacentino”.

IL SERVIZIO DI THOMAS TRENCHI:

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