Il dramma della pandemia rivive in ospedale nelle decine di oggetti delle vittime

20 Ottobre 2021

In un anno e mezzo il Covid ha seminato lutti e dolore in diversi reparti dell’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza. E ha lasciato tra le corsie anche gli effetti personali di chi non c’è più.

Tra queste ci sono orologi, portafogli, catenine, crocifissi, medagliette. Ma soprattutto decine e decine di fedi nuziali e altri anelli di vario tipo.

Oggetti di valore, per lo più affettivo, che in gran parte sono stati faticosamente restituiti alle famiglie delle vittime nei mesi successivi al primo lockdown del 2020. Ma che in modesta quantità giacciono ancora sigillati in uno scatolone conservato nella cassaforte della direzione generale dell’Ausl.

Sono gli oggetti appartenuti a chi se n’è andato in completa solitudine o di quelle vittime i cui parenti non sono mai andati a reclamarli. Sui sacchetti le etichette “ignoto uomo” o “ignoto donna”.

Quando il direttore generale Luca Baldino racconta questo risvolto amarissimo della pandemia gli si inumidiscono gli occhi. “Con la dottoressa Raffaelle Bertè e il dottor Davide Cassinelli abbiamo fatto il possibile per restituire tutto ai famigliari. Qualcosa purtroppo è rimasto”, dice.

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